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11/12/2018

«Puntare allo sviluppo ed evitare lo strappo altrimenti l’Italia rischia di essere un Titanic»

Corriere della Sera - Rita Querzè

L'intervista
Merletti (Confartigianato): no ad escamotage
MILANO
Salvini e Di Maio fanno a gara per conquistare le imprese. E loro - le organizzazioni di rappresentanza delle aziende - alzano la posta.

È così?


«No guardi, si sbaglia di grosso», risponde indispettito Giorgio Merletti, il presidente di Confartigianato, interrompendo i preparativi per la manifestazione di giovedì prossimo. Oltre 1.600 piccoli imprenditori (c'è chi dice duemila) attesi a Milano.


Però tra le proteste vi state portando a casa la deduzione dell'Imu sui capannoni, la revisione del Sistri e del Codice degli appalti, uno sconto sui contributi Inail, il ripristino delle detrazioni sulla formazione 4.0.


«Se liquida così la nostra protesta non ci siamo capiti. Quello che ci interessa è che il Paese non faccia la fine del Titanic. Il momento è di quelli che chiamano alla responsabilità. Le misure che ha appena elencato sono per noi importanti. Ma che cosa ce ne facciamo se l'Italia affonda? Niente, glielo assicuro».


Ieri la Borsa ha chiuso a meno 1,8 per cento.


«Appunto, come vede i problemi dell'Italia non sono scongiurati. Noi vorremmo contribuire a risolverli. Tanto per dire, domenica a Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti non abbiamo parlato di Sistri ma di Europa».


Per dire cosa?


«Che le piccole imprese competono in Europa e vedono il futuro dell'Italia dentro l'Europa e nella moneta unica. Per cui la prima cosa per noi è che si eviti la procedura di infrazione con la Ue».


Salvini vi ha detto che se attuasse tutte le misure che gli chiedono le imprese le manovre dovrebbero essere tre. Questo non aiuta a tenere in ordine i conti.


«I soldi spesi in infrastrutture non sono come quelli spesi in assistenza. Valgono di più perché creano lavoro».


Cosa direte a Di Maio?


«Che occorre mettere in campo investimenti che scarichino a terra i loro effetti. Per esempio investimenti pubblici come quelli degli enti locali. La caduta è stata verticale, c'è necessità di farli ripartire grazie a piccole opere».


Tante piccole opere fanno un abito d'Arlecchino delle infrastrutture?


«All'interno dell'attuale scrittura della legge di Bilancio per quanto riguarda i 3 miliardi che dovrebbero essere trasferiti agli enti locali sono indicati interventi su scuole, viabilità e messa in sicurezza rispetto al rischio idrogeologico. Ci sembra già un bel programma. Ma tre miliardi non bastano».


Salvini propone un referendum sulla Tav.


«Non si trovino escamotage, la politica si prenda la responsabilità di decidere».


I sindacati si sono lamentati, a Conte hanno detto che non esistono solo le imprese.


«Adesso ogni conflittualità sarebbe sciocca. Abbiamo tutti lo stesso interesse: non finire in recessione».


Siete al secondo tavolo in tre giorni a fianco di Confindustria. Gli interessi delle piccole imprese sono più vicini a quelli delle grandi?


«Non su molte questioni, il costo dell'energia per esempio. Ma sulla necessità di puntare su politiche per la crescita la pensiamo allo stesso modo».


All'incontro con Salvini c'erano solo due donne.


«In effetti... La rappresentanza è un impegno in più da aggiungere in agenda. E per le donne conciliare famiglia e lavoro è ancora più difficile».


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Foto:

Al Mise
Luigi Di Maio, 32 anni, vicepremier, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, ieri alla firma del protocollo d'intesa con la Regione Lazio


Foto:

Chi è Giorgio Merletti,
67 anni, è presidente di Confartigia-nato dal 2012