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28/01/2020

Pulizie, lavoratrici in piazza per gli stipendi da fame

Il Messaggero

LA DELUSIONE DELLE MANIFESTANTI: «SIAMO ESASPERATE C'È CHI IN TRE ORE DEVE PULIRE UN INTERO PALAZZETTO»
LA QUESTIONE
«Con duecento euro al mese di stipendio, il minimo che mi poteva capitare era ricevere lo sfratto. Infatti adesso è arrivato pure quello». Patrizia Maccaglia, impiegata alla Cosp Tecno Service da oltre vent'anni è passata da una busta paga di ottocento euro ad una di 200, perché si trova a dover pulire il Pentagono (così chiama il palazzo dei nuovi uffici comunali di Corso del Popolo), per un'ora e 45 minuti. Non un secondo di più! «Riceviamo stipendi inadeguati da tre anni. Speravamo in una ripresa con il nuovo bando europeo per l'assegnazione dell'appalto delle pulizie da parte dell'Amministrazione Comunale. Invece si annuncia un altro periodo duro, con un bando a 45 giorni e al massimo ribasso. Significa che quelle poche ore potrebbero subire un'ulteriore decurtazione». «Annullate la gara di 45 giorni», chiedono a gran voce le 24 operaie, che ieri mattina hanno manifestato di fronte alla Prefettura. Tra loro c'era Luciana Serva: «Io sono quella addetta al palazzetto dello Sport, che pulisco in tre ore, quando inizialmente eravamo in due e per il doppio del tempo». Eppure la gara triennale europea si è chiusa a maggio del 2019. L'Amministrazione Comunale doveva soltanto aggiudicarla. Nel frattempo è scaduta anche la proroga a Cosp (il 29 gennaio) e compare un bando a 45 giorni al massimo ribasso. Lucia Rossi segretario provinciale di Filcams- Cgil, dichiara: «Chiediamo il perché non sia stata ancora assegnata la gara europea, visto che le offerte sono state presentate. Contestiamo in generale i bandi al massimo ribasso poiché dal punto di vista normativo sono fuori dal codice degli appalti, e perché dal punto di vista morale fanno pagare il contenimento dei costi soltanto ai lavoratori. Già in passato queste lavoratrici si sono trovate a dover subire ribassi del 60 per cento. Il rischio che si corre adesso è che si arrivi ad una ulteriore diminuzione delle ore, che si trascinerà nel prossimo passaggio d'appalto».
«Una gara ponte fatta sulla pelle di chi lavora - interviene il consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti - E questo sarebbe il cambiamento e la discontinuità che ci era stata promessa?». Lunedì, è stato organizzato da tutte le sigle sindacali un secondo presidio, stavolta in Consiglio Comunale, alle ore 15. «La nostra preoccupazione è che questo appalto di breve durata possa lasciare spazio a nuovi soggetti imprenditoriali provenienti da fuori regione che andranno monitorati anche da parte della Prefettura e delle forze dell'ordine per evitare infiltrazioni di vario genere» afferma Sergio Sabatini della Fisasc- Cisl.
Aurora Provantini