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11/02/2020

Pulizia nell’ospedale, bufera sul nuovo appalto al ribasso

Il Mattino

LA SANITÀ
Ornella Mincione
Servizio di pulizie al centro di polemiche tra sindacati e direzione strategica dell'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta. Le organizzazioni Cgil, Fiscat Cisl e Uil Trasporti, infatti, hanno inviato una missiva al commissario straordinario dell'ospedale, Carmine Mariano, in cui richiedono un incontro urgente: in caso di mancata risposta entro lunedì 10 febbraio, da martedì assicurano l'avvio delle procedure di raffreddamento in vista dello sciopero.
La lettera è a firma di Vincenzo Bellopede della Cgil, Luca Morgillo della Fiscat Cisl e Giovanni Iulianiello della Uil Trasporti. Tale presa di posizione è la conseguenza di una storia cominciata nel mese di giugno dell'anno scorso, quando le stesse sigle sindacali avevano già richiesto un incontro per parlare del bando di gara. In quella occasione giunse la risposta che il bando non poteva essere avviato visto che ancora non c'era l'autorizzazione della So.Re.Sa.. Da qui le due richieste di incontro di settembre e di gennaio che non hanno avuto alcun riscontro. Il 14 gennaio, poi, è stata pubblicata la delibera in cui veniva indetta la gara d'appalto per il servizio di pulizie.
«La somma del servizio, secondo tale bando, è di 2.594.000 euro, la stessa somma del precedente bando, soggetta a ribasso», spiega il sindacalista della Uil Trasporti, Iulianiello, che parla a nome di tutti i sindacati firmatari della lettera.
Il problema è che «già tale somma non era di per sé sufficiente a coprire le ore di lavoro necessarie al servizio e per questo la ditta, il cui contratto scadrà per aprile, la Team Service, attivò grazie all'azienda il quinto d'obbligo, un sistema per cui vengono acquistate ulteriori ore, garantendo così il servizio minimo».
Il problema di questo nuovo bando «non è soltanto che viene riproposta la stessa somma, già di per sé insufficiente a coprire l'intero servizio, ma non viene in alcun modo precisato che la somma dedicata al costo del lavoro (2.075.000 euro) non fa parte del costo soggetto al ribasso. In poche parole, una nuova ditta potrebbe sentirsi autorizzata, guardando al dettaglio il bando, a decurtare ulteriormente una somma che risulta già insufficiente», continua ancora il sindacalista della Uil Trasporti.
«Abbiamo bisogno di attivare un tavolo, come abbiamo già chiesto agli esponenti della Prefettura, ente che dal canto suo ha inviato una nota alla direzione ospedaliera - dice ancora Iulianiello -. In questo tavolo vogliamo capire e ragionare insieme alla direzione circa il costo del lavoro e il monte ore di ciascun addetto. La possibilità di mettere a ribasso il costo del lavoro è un'anomalia che incide sulla clausola sociale del lavoratori, mettendo a rischio la salvaguardia occupazionale».
Ad oggi, 77 addetti sono full time, 11 part time al 90% e altri 9 part time al 75%, tutti con contratto multiservizio per le pulizie. Questi lavoratori, hanno già avuto una decurtazione del monte orario tanto che ora i primi lavorano cinque ore al giorno, i secondi quattro ore e 45 minuti e i terzi quattro ore. «La situazione era anche peggio di così. Poi con il quinto d'obbligo attivato dall'azienda le ore sono aumentate», continua ancora il sindacalista della Uil Trasporti. «Ora è urgente ragionare insieme e attivare un tavolo. In caso di mancata risposta entro lunedì, avvieremo le procedure per un'azione di protesta, quale lo sciopero», conclude il sindacalista.
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