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27/06/2020

Provincia, congelato l’appalto per le pulizie

Corriere dell'Umbria

Il Tar ha accolto il ricorso della ditta siciliana superata da una società ternana grazie a un'offerta più vantaggiosa
Secondo i giudici con il ribasso proposto l'azienda vincitrice avrebbe lavorato in perdita
di Maria Luce Schillaci TERNI K Niente da fare per il servizio di pulizia e sanificazione della Provincia. Il Tar blocca tutto e dunque a palazzo Bazzani dovranno ancora attendere prima di riuscire a vedere aggiudicato l'appalto. Si tratta della gara per la pulizia e la sanificazione degli uffici centrali e periferici della Provincia: palazzo Bazzani, le sedi della polizia locale di Orvieto e Amelia, i centri stradali di Terni, Fabro, San Venanzo, Montecchio, Avigliano Umbro e alcuni fabbricati di Ficulle, Ospedaletto e Colonnetta di Prodo. Il tutto per un importo stimato nel triennio di 223.500 euro, poco meno di 75.000 l'anno. Alla gara avevano partecipato in 12. In sostanza la ditta che alla fine si era classificata seconda, la siciliana Bsf, ha fatto ricorso contro la vincitrice, ovvero la ternana Acida. Nella vicenda la Bsf era risultata prima in graduatoria per l'offerta tecnica, giudicata la migliore, per poi però perdere con l'offerta economicache difattohaconsegnato la palma della vittoria alla società ternana. La ditta siciliana ha subito contestato l'atto della Provincia puntando in particolar modo sulla congruità dell'offerta dopo la valutazione di tutti i criteri, ma il 25 per cento di ribasso offerto da Acida contro il 13 per cento della Bsf è stato determinante nella scelta. Da qui il ricorso al Tar dell'Umbria che ieri ha accolto l'istanza dei siciliani. Nel mirino sono finiti tutti i documenti legati all'aggiudicazione della procedura negoziata a vantaggio della ditta ternana. In particolar modo la determina per il via libera definitivo, i verbali di gara e il procedimento di verifica della soglia di anomalia. Il Tar ha ritenuto che "la valutazione della stazione appaltante in ordine alla congruità dell'offerta dell'impresa aggiudicataria appare viziata dal momento che il ribasso offerto dalla stessa impresa, tenuto conto di quanto dalla medesima dichiarato in ordine ai costi di manodopera e agli oneri di sicurezza aziendali dei costi per materiali, attrezzature, prodotti e spese generali, determinerebbe non soltanto l'azzeramento dell'utile, ma addirittura un'esecuzione in perdita del servizio oggetto dell'appalto". In pratica, con una simile cifra, non si va da nessuna parte. "Attendiamo ora la decisione - spiega Maurizio Agrò, dirigente dell'ente - per il momento il servizio delle pulizie resta coperto dalla ditta che già svolgeva questa funzione, vale a dire la Minopoli Srl". Se ne riparlerà dunque alla prossima udienza prevista per il 6 ottobre.

Foto: Palazzo Bazzani Il Tar dell'Umbria ha bloccato l'aggiudicazione della gara d'appalto per il servizio di pulizia dell'ente