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17/04/2021

Provenzano: “Il candidato 5S a Napoli? Non è un tabù”

La Repubblica - Alessio Gemma

Le Comunali
«Dopo un grande confronto sul programma si individuerà il candidato migliore e vincente, senza preconcetti. E sarà Napoli a sceglierlo, certo. Se è un tabù prevedere un candidato 5S per Palazzo San Giacomo? No, nessun tabù». Il vice segretario del Pd, l'ex ministro Giuseppe Provenzano, risponde così a una domanda diretta: di fatto confermando la linea che un nome dei 5 Stelle, (leggi Roberto Fico), come aspirante primo cittadino a Napoli potrebbe essere già un'opzione sul tavolo dell'alleanza. L'occasione è un incontro organizzato su Zoom dal presidente dem Paolo Mancuso sui rischi di infiltrazione mafiosa negli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, moderato dalla inviata di Repubblica Conchita Sannino. Che il Pd fosse disposto a giocarsi le chance di vittoria su una ipotesi a 5 stelle come quella del presidente della Camera Roberto Fico, è cosa nota.
Ma la benedizione che arriva dal partito nazionale in questa fase ha un certo peso sugli equilibri spesso precari tra i dem napoletani e il loro presidente della Regione Vincenzo De Luca.
Perché a De Luca il patto con i pentastellati non è mai andato giù e i deluchiani ai tavoli hanno sempre fatto capire che avrebbero detto sì al patto ma a condizione che il candidato non fosse del M5s. Per questo il governatore punta sulla candidatura dell'ex ministro Gaetano Manfredi. Che non dispiace al M5s. Ma la tentazione Fico resta forte, nonostante la difficoltà di un conseguente avvicendamento alla presidenza della Camera alla vigilia dell'elezione per il Quirinale. Praticabile? Fico è comunque in campo. A prescindere - e questa è una novità anche dall'incastro con le comunali di Roma dove i 5 stelle non abbandonano la ricandidatura di Virginia Raggi, per cui dem e pentastellati nella capitale andrebbero separati al primo turno. «Se in altri Comuni al voto come Roma - contestano i deluchiani - i 5 stelle non vogliono allearsi con noi, perché a Napoli dovremmo pure concedergli il candidato?». Perché Napoli potrebbe essere l'unico esperimento di alleanza Pd-5 stelle con gli altri partiti del centrosinistra. «Napoli è un modello anche per altre città dice Provenzano - Con un tavolo di coalizione molto ampio, alternativo alla destra». Nel corso del dibattito il vicesegretario dem insiste sul pericolo delle «infiltrazioni mafiose che non è più un tema meridionale ma riguarda l'intero Paese». Come dimostra l'inchiesta sui rifiuti in Toscana che coinvolge addirittura esponenti dem. Per Provenzano la ricetta è «rigenerare e rafforzare le pubbliche amministrazioni» per contrastare le mafie in vista del Recovery.
«Non sta in piedi sospendere le norme del codice degli appalti», mette in guardia Raffaele Greco, presidente di sezione del Consiglio di Stato. L'eurodeputato dem Franco Roberti spiega che «semplificare significa rendere più agevoli i controlli, per esempio facendo comunicare le banchi dati tra loro». La vicepresidente del Senato Anna Rossomando del Pd propone di «impiegare la digitalizzazione in maniera pervasiva». All'incontro, introdotto dal presidente del Pd napoletano Paolo Mancuso, ha partecipato anche il sociologo Luciano Brancaccio.

Foto: kEx ministro Giuseppe Provenzano