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30/10/2020

Prosciolti i cinque membri della commissione di gara per appalti da 10 milioni

La Provincia Pavese - Maria Fiore

Prosegue invece il processo per Arturo Guadagnolo, l'ingegnere responsabile del Comune accusato di aver preparato i bandi Vidigulfo
Maria Fiore / VIDIGULFOPer il secondo filone degli appalti "pilotati" a Vidigulfo e Miradolo non ci sarà alcun processo. Il giudice dell'udienza preliminare ha deciso di prosciogliere dall'accusa di turbativa d'asta i cinque imputati, tecnici dei due Comuni, tutti componenti delle commissioni di gara che erano finite nel mirino della procura. Possono dunque tirare un sospiro di sollevo Carmelo Salvo, 40 anni di Pieve Emanuele, Piero Riffaldi, 51 anni di Siziano, Orazio Pacella, 43 anni di Miradolo Terme, Filippo Castagnola, 62 anni di Rea Po e Christian Leone, 46 anni di Vimodrone. L'accusa per tutti era di turbativa d'asta in relazione, a vario titolo, all'assegnazione di quattro appalti. Va invece avanti davanti al giudice Sofia Caruso, e il 14 dicembre arriverà a sentenza, il processo per Arturo Guadagnolo, l'ingegnere responsabile del settore Territorio, Infrastrutture e Ambiente del Comune di Vidigulfo accusato di avere preparato i bandi. Il pm ha chiesto una condanna a tre anni. In questo processo, che aveva seguito un altro binario, i Comuni di Vidigulfo e Miradolo si sono costituiti parte civile con gli avvocati Silvia Gavoni e Alessandra Stefano.quali appalti Gli appalti indetti dai Comuni di Vidigulfo e Miradolo Terme che erano contestati come irregolari sono quattro e si concentrano negli anni tra il 2015 e il 2016. Due riguardano i servizi di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani, compresa la raccolta differenziata: sono stati vinti da un'azienda specializzata nel settore, con sede a Torino. Un appalto riguardava una serie di lavori stradali comunali, che è stato vinto da una ditta di Milano. L'ultimo appalto, del valore di 600 mila euro, riguardava la gestione della farmacia comunale di Vidigulfo. L'ammontare complessivo degli appalti è stato pari a 10 milioni di euro. La Guardia di finanza, che aveva svolto l'indagine, aveva ricevuto la collaborazione delle amministrazioni comunali coinvolte, che avevano fornito tutta la documentazione. la richiesta del pmLa richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei cinque ex componenti le commissioni era stata formulata dal sostituto procuratore della Repubblica, Pietro Mazza, che aveva coordinato le indagini. A dare impulso alle indagini erano state le ditte escluse dall'assegnazione dei lavori. Secondo le accuse, Guadagnolo avrebbe curato i bandi di gara e li avrebbe scritti in modo tale da favorire alcune ditte già selezionate in precedenza. In pratica per assegnare i punteggi si chiedevano caratteristiche in possesso di queste società e non delle altre concorrenti. Oppure le commissioni utilizzavano formule matematiche non previste dalle norme in materia di appalti. Nell'indagine erano finiti coinvolti anche i tecnici dei Comuni, che però sono stati prosciolti. --