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01/07/2020

Proroghe al servizio scuolabus, 9 indagati

Il Mattino

Il reato contestato è abuso di ufficio in concorso Parente: «Piena disponibilità per fugare ogni dubbio»
CERRETO SANNITA
Enrico Marra
Amministratori comunali, funzionari dell'ente locale e il titolare di una ditta di trasporti sono indagati per abuso di ufficio, reato che scaturisce da irregolarità in alcune delibere adottate dal Comune di Cerreto Sannita, per la gestione del servizio scuolabus per la scuola dell'obbligo per tre anni, che vanno dal 2013 al 2107.
Sono nove le persone che compaiono nell'avviso di conclusione delle indagini del sostituto procuratore Assunta Tillo. Si tratta di Pasquale Santagata, 65 anni, sindaco dal maggio 2011 al giugno 2016 e poi vicesindaco fino al 27 dicembre 2018; l'attuale primo cittadino Giovanni Parente, 64 anni, all'epoca assessore alla polizia urbana; Lorenzo Morone, 73 anni, assessore alla Cultura e vicesindaco dal maggio 2011 al giugno 2016; Ciro Melotta, 68 anni, assessore ai Lavori pubblici (maggio 2011 giugno 2016); Mario Carangelo, 44 anni, assessore con delega ad Agricoltura e Ambiente (maggio 2011 giugno 2016); Vincenzo Di Lauro, 38 anni, assessore alla Pubblica istruzione e all'Ambiente dal 20 giugno 2016 a oggi; Emilia Florenzano, 66 anni, di Frasso Telesino, segretario generale fino al settembre 2017, responsabile del I Settore fino al 31 dicembre 2013, quando era subentrato, dal gennaio 2014 all'ottobre 2017; Gerardo Iannella, 54 anni, di Cerreto Sannita; e Michela Giordano, 29 anni, di Cerreto Sannita, titolare di una ditta di noleggio autobus. Per tutti l'ipotesi di reato è quella abuso d'ufficio in concorso.
Secondo l'accusa, in violazione dei principi del buon andamento e dell'imparzialità della pubblica amministrazione, è stata violata la normativa sugli appalti pubblici vigente all'epoca dei fatti. In particolare, è stato prorogato l'affidamento del servizio alla ditta Giordano, già aggiudicataria dell'apparato mediante cottimo fiduciario. Sono poi seguite numerose proroghe per brevi periodi, motivate «artificiosamente». Nelle delibere si affermava che la proroga era di pochi mesi in attesa di poter indire una regolare gara di appalto e la revisione del capitolato speciale di appalto. Tutto ciò nonostante l'assenza di una specifica previsione circa la ripetibilità del servizio reso, sia nel contratto che nel capitolato di appalto.
Un modo di procedere che ha finito, a parere dell'accusa, con il danneggiare così i potenziali operatori economici che, nell'arco di quattro anni, non hanno avuto la possibilità di partecipare a una procedura di gara riguardante appunto il servizio di trasporto scolastico a Cerreto Sannita. Il tutto procurando, alla ditta Giordano, un ingiusto vantaggio patrimoniale che l'accusa ha quantificato in 144.816 euro.
In particolare la giunta comunale, nel periodo preso in esame dagli inquirenti, aveva approvato ben nove delibere riguardanti il servizio di scuolabus. Gli attuali indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Angelo Leone, Giuseppe D'Agostino, Vincenzo Cortellessa, Antonello Fraenza e Luigi Rotondi. Ora avranno venti giorni a disposizione per chiedere di essere ascoltati o produrre memorie, o altra documentazione al pubblico ministero Assunta Tillo che, poi, procederà alle eventuali richieste di rinvio a giudizio o a dei proscioglimenti.
Appena si sono avute le notifiche del provvedimento della Procura della Repubblica agli indagati sono arrivate anche le prime reazioni. «Poniamo estrema fiducia nell'operato della magistratura dice l'attuale sindaco di Cerreto Sannita, Giovanni Parente, assessore all'epoca dei fatti contestati - che potrà di certo contare sulla nostra piena disponibilità al fine di chiarire e fugare ogni dubbio sui fatti e sulle circostanze, anche di natura tecnica, poste al centro dell'indagine».
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