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01/06/2021

prorogare i licenziamenti

Il Giornale di Vicenza

GOVERNO Dopo giorni di trattativa raggiunta l'intesa con le Regioni: il presidente della Conferenza in Cabina di regia. I sindacati insistono:
[Subappalti al 50%, ok al dl Recovery [Draghi vara il decreto che contiene la governance del Plan e le norme di semplificazione È il passaggio chiave per avere già a luglio i primi 25 miliardi di fondi dall'Unione Europea
Serenella MatteraROMA Intesa con i sindacati sui subappalti, accordo con le Regioni sulla governance, via libera di tutti i partiti. Dopo giorni di trattative travagliate, Mario Draghi incassa la mediazione che gli consente di approvare in Consiglio dei ministri il decreto Recovery, il provvedimento con le norme sulla governance del piano e sulle semplificazioni essenziale per ottenere il via libera dell'Ue e i primi fondi. Fino all'ultimo, il testo cambia. Salta l'estensione del Superbonus agli alberghi, ma arriva per gli ospedali. Scompare il bollo per i certificati digitali. Viene imposta una soglia del 30% di assunzione di giovani under 36 e donne per le aziende che vogliano accedere ai bandi del piano. Non c'è più, per gli appalti, la regola del massimo ribasso prevista dalle bozze iniziali. E cambia - questo il nodo che fino all'ultimo minaccia di far saltare l'intesa - il subappalto: fino al 31 ottobre la soglia viene alzata al 50%, poi arriverà l'allineamento alle regole europee auspicato da Draghi con il superamento di quella soglia, ma con garanzie per il lavoro e la legalità, che soddisfano i partiti di sinistra e i sindacati.La Commissione europea, annuncia Ursula Von Der Leyen, è pronta ad andare sui mercati per raccogliere i fondi necessari a finanziare i piani nazionali legati a Next generation Eu. Che il processo parta senza ritardi, grazie alla ratifica di tutti gli stati membri, è un'ottima notizia per l'Italia: rende possibile l'erogazione di una prima tranche di fondi a luglio. Ecco perché per Draghi era essenziale l'approvazione entro la scadenza di maggio del decreto che fa da «pilastro» all'esecuzione del piano, con le norme sulla governance e sulle semplificazioni. È un passaggio importante per avere il via libera della Commissione Ue sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e confidare che a luglio per l'Italia arrivino i primi 25 miliardi da Bruxelles.Il via libera alle norme arriva dopo un tribolato confronto nel governo, con i sindacati e con gli enti locali. Le Regioni, informate in mattinata dal ministro Maria Stella Gelmini e dal sottosegretario Roberto Garofoli sui contenuti del decreto, minacciano un ricorso alla Corte Costituzionale senza alcune modifiche, in particolare sulla governance del piano: chiedono un coinvolgimento più pieno, o non sarà possibile «garantire la realizzazione dei lavori nei tempi previsti».Alla fine l'ok delle Regioni arriva con una mediazione, promossa da Gelmini: il presidente della Conferenza delle Regioni parteciperà alle cabine di regia e dei Comitati per la transizione ecologica e digitale quando tratteranno temi regionali. Quanto ai sindacati, che continuano a chiedere al governo la proroga del blocco dei licenziamenti, la trattativa va avanti per ore sulle norme sui subappalti. Per l'intesa premono il ministro Orlando per il Pd e Speranza di Leu. E alla fine si trova un punto di equilibrio che sembra andare bene a tutti: fino al 31 ottobre la soglia degli appalti sale dal 40 al 50%, poi dal primo novembre cambia il criterio, per allinearsi alle normative europee, e il subappalto viene calcolato non più sugli importi ma sull'entità dei lavori effettuati..