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04/03/2021

Proroga dell’appalto di pulizia, assolti anche in appello Tizzani e Chiaradonna

Il Mattino

LA DECISIONE
Confermata l'assoluzione anche in appello per gli ex dipendenti del Comune di Avellino Francesco Tizzani e Fernando Chiaradonna nel processo per la proroga di un appalto.
Stando all'ipotesi accusatoria, i due avrebbero favorito un'impresa di pulizie, la Gener Service, vincitrice della gara d'appalto triennale al Comune di Avellino, anche dopo la scadenza del contratto prorogando di mese in mese l'incarico. I giudici della Corte di appello di Napoli hanno confermato la sentenza di assoluzione già emessa dal gip Antonio Sicuranza in primo grado, all'esito del rito abbreviato. Assoluzione emessa con la formula piena «perché il fatto non costituisce reato».
I due ex dipendenti comunali, difesi dagli avvocati Marino Capone e Carmine Danna, erano finiti a processo con l'accusa di abuso in atti d'ufficio. Un terzo dirigente coinvolto nell'inchiesta, Giuseppe Di Blasi, fu invece prosciolto al termine dell'udienza preliminare. Assoluzioni e proscioglimento prontamente impugnati dalla Procura di Avellino. Ma per Di Blasi già si è pronunciata la Corte di Cassazione considerando legittimo il provvedimento di proscioglimento emesso dal gip Sicuranza, rigettando il ricorso della Procura, facendolo dunque diventare cosa giudicata. Ieri poi la conferma della sentenza di assoluzione per gli altri due ex dirigenti dopo che gli avvocati hanno dimostrato l'infondatezza delle accuse mosse dagli inquirenti. I tre erano finiti sotto inchiesta in quanto avrebbero firmato e quindi autorizzato una proroga ingiustificata e l'affidamento dell'appalto per le pulizie del Comune all'impresa «Gener Service srl». Stando agli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, l'appalto vinto con regolare gara dalla «Gener Service srl» ebbe inizio il primo aprile 2009 e scadeva il 31 marzo del 2012. Gli inquirenti avevano ritenuto, attraverso una meticolosa ricostruzione e il sequestro delle determine, compiuto dagli agenti della questura di Avellino, che l'affidamento dell'incarico fosse scaduto e fosse dunque stato prorogato per oltre un anno, fino al 31 luglio del 2013. Ora, le sentenze assolvono i funzionari coinvolti.
a. m.
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