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05/05/2020

Proposta per ripartire

Il Foglio - ROBERTO MARONI

E ' tempo per la Lega di lotta di mollare gli ormeggi dell ' opposizione e di fare il passo per un governo di salute pubblica
Condivido l ' accorato appello che il diret tore Claudio Cerasa ha rivolto negli scorsi giorni dalle colonne di questo giornale, agli italiani e (soprattutto) alla nostra classe politica: più che lamentarci della nostra prolungata libertà vigilata, più che soffermarsi sulle mancanze del governo, ci sarebbe un tema che meriterebbe forse di essere messo a fuoco con urgenza: la riapertura del paese. Sono d ' accordo, anzi, di più: sostituisco il condizionale (ci sarebbe) con l ' indicativo, il tempo della certezza: c ' è il tema della riaper tura del paese. Un tema da affrontare con assoluta urgenza, senza i tentennamenti che abbiamo visto nelle passate settimane (è vero eravamo all ' inizio di una pandemia scono sciuta: governo perdonato), senza i timori che hanno creato confusione (e se poi sbaglio? e se poi mi attaccano? e se poi mi fanno causa? anche qui, abbiamo portato pazienza), senza le incredibili e incresciose polemiche quotidiane tra regioni e governo, tra comuni e regioni, tra comitati di quartiere e comuni, tra chi abita al quinto piano e chi al piano terra. Questo è davvero l ' anticorpo che manca. Manca in quella politica che vive nel mondo astratto di Tik Tok, che rifiuta di ascoltare il mondo delle imprese (la denuncia è del presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi), che fa gipponi mediatici annunciando non si capisce bene cosa e rimangiandosi questo " non si sa bene cosa " il giorno dopo (apertura delle chiese e non solo). A uno come me, che è salito (non sceso) in politica per provare a risolvere problemi irrisolti da decenni (con l ' esperienza di chi aveva lavorato 10 anni in aziende multinazionali ad alta complessità organizzativa e gestionale), per uno come me che ha combattuto battaglie contro una classe politica di democristiani capaci, astuti e combattivi, beh, oggi un po ' mi viene da rimpiangere quei pa lazzi popolati da Andreotti, Zaccagnini, Scalfaro, Martelli, Zamberletti (l ' inventore della Protezione civile, varesino anche lui). Gente che ho combattuto, gente che la Lega ha spazzato via, gente però che aveva la capacità e il coraggio di assumersi la responsabilità di decidere. Ma bando all ' amarcord, guardia mo a oggi. O meglio, al futuro. Quando finirà questa pandemia? Nessuno lo sa con certezza. Ma qualunque sia il momento, l ' errore fa tale da evitare è di non essere pronti. Pronti per " la riapertura del paese " , come dicevo all ' inizio. Per arrivare preparati a questo ap puntamento fatale servono due cose: (1) una lista di interventi " pronti-via " e (2) un gover no che governi. Interventi " pronti-via " vuol dire cose che si fanno subito, senza bisogno di dipiciemme + decreti attuativi + circolari interpretative. Faccio tre proposte concrete. Primo: abolire il codice degli appalti e far partire subito le opere pubbliche affidandole a chi governa il territorio, con zero burocrazia e massima trasparenza. E ' il " modello Genova " , che sta consentendo il miracolo della ricostruzione del ponte Morandi in tempi brevissimi. Secondo: stanziare 20 miliardi per il turismo, affidando a un imprenditore il compito di far ripartire un settore che resta il petrolio d ' Italia, con oltre 40 mi liardi di fatturato nel 2019. Un settore da sempre trascurato da quasi tutti i governi recenti, affidato come delega secondaria a un sottosegretario o a un ministro che aveva altro di cui occuparsi: Beni culturali o Agricoltura (!!!). Terzo: azzerare fino a fine 2021 imposte e tributi locali per pmi e imprese familiari manifatturiere. Non è una sanatoria, ma una " ruspa fiscale " per rimuovere le mace rie del blocco di attività e fatturato e riprendere quote di mercato. Le minori entrate saranno ampiamente compensate dalla ripresa dei consumi e dal rilancio del settore manifatturiero, uno dei fiori all ' occhiello dell ' industria italiana. E vengo alla seconda cosa da fare per " la riapertura del paese " : un governo che governi. Un governo di salvezza pubblica, guidato da una personalità di alto profilo (politico, non tecnico), con il sostegno e la presenza di tutti i partiti. Mai successo in Italia, ma questo è il momento di cambiare. Domanda: Salvini accetterebbe o preferisce stare all ' opposizione e continuare a chiede re elezioni politiche anticipate? Io non avrei dubbi: la Lega (di governo) ha esponenti bravi, competenti e capaci, e sarebbe in grado di ben interpretare le richieste dei ceti produttivi del nord e dell ' Italia. E poi, caro Salvini, conviene anche a te: questa legislatura andrà fino al termine, e da qui al 2023 stare all ' opposizione significa una lunga traversata del deserto. E se finisce l ' acqua? Stay tuned.