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07/08/2018

«Proposta credibile: risanamento iniziato, primo utile già nel 2018»

Il Sole 24 Ore - G-Sa.

INTERVISTA AL PRESIDENTE Paolo Simioni. Nel 1° semestre registrati un Ebitda supeiore al 26% sul budget e un risultato netto a +5,2 miliardi: su i ricavi, primi effetti dell'intesa con i sindacati
Quali sono, presidente Simioni, gli aspetti che fanno del concordato Atac un caso unico in Italia?

Atac è in effetti un caso nazionale. Lo testimonia la risonanza mediatica di tutto ciò che accade in azienda. Prendere per mano un gigante di oltre 11.000 persone - paragonabile ad Alitalia - che non ha mai prodotto utili, debito di 1,6 miliardi, 1.200 creditori, soggetto a regole e rigidità della pubblica amministrazione e alle stringenti norme sugli appalti pubblici, con la responsabilità del servizio di trasporto pubblico della Capitale, è di per sé un'impresa titanica. Inserire questi elementi in una procedura fallimentare, scrivere in 120 giorni un piano industriale di risanamento e la proposta ai creditori, raccontarli in Tribunale, ottenere in 12 mesi il decreto di ammissione, è un primato raggiunto grazie a un intensissimo lavoro di squadra, con il fondamentale apporto tecnico/legale del Prof. Carlo Giampaolino, dell'advisor economico-finanziario EY e del CdA. Tutto questo fa dell'Atac un caso probabilmente irripetibile: abbiamo dimostrato che il concordato è uno strumento applicabile anche alle crisi di aziende di grandi dimensioni ed enorme complessità.

Lei ha tenuto insieme piano concordatario, risanamento e rilancio della mobilità a Roma. Azionista e dipendenti sono con lei? E se non si centrano gli obiettivi?

Vero, le tre sfide si fondono in una: le azioni e obiettivi del Piano consentono la migliore soddisfazione dei creditori e quindi il risanamento dell'azienda; una volta risanata, Atac sarà in grado di rilanciare la mobilità della capitale, offrendo un servizio all'altezza delle attese di 2,5 milioni di clienti al giorno. L'apporto di Roma Capitale si concretizza nell'acquisto di 300 bus e nella postergazione del proprio credito, prevista dalla legge fallimentare. Per quanto riguarda i dipendenti, all'inizio il fallimento era ritenuto evento impossibile, poi l'atteggiamento è cambiato, il rischio del crack diventava una minaccia reale. A quel punto ho registrato la crescita del sostegno, concretizzatosi nell'accordo sindacale sull'incremento di produttività di novembre 2017. Il nostro Piano, come riconosciuto dal Tribunale, è attendibile, sostenibile e coerente, fondato su ipotesi realistiche e con risultati attesi ragionevolmente conseguibili. Non ritengo quindi realistica l'ipotesi che gli obiettivi non siano centrati, anche in forza dei riscontri offerti dalla semestrale appena chiusa.

Qual è lo stato dei conti al 30 giugno?

Il percorso è ancora lungo e complesso, ma posso dire che per la prima volta nella storia di Atac il risultato operativo e il risultato netto sono positivi, a 5,2 milioni. L'Ebitda è a 41 milioni, superiore a budget (+26%) e semestrale 2017 (+16%).

Perché i creditori dovrebbero aderire al suo piano?

Confermo che il Piano Industriale presentato a gennaio è rimasto invariato e il suo asse portante, che conduce al risanamento industriale e finanziario, consiste nel riportare il passeggero al centro dell'attenzione. Assumendo che l'omologa avvenga a dicembre 2018, la proposta prevede il pagamento dei creditori prededucibili e privilegiati per fine 2019. Entro il 2021 pagheremo il 31% dei crediti chirografari. Così a fine 2021 Atac avrà pagato una prima parte del debito pari a 357 milioni. Oltre a tale pagamento cash, all'atto dell'omologa attribuiremo ai creditori due Strumenti Finanziari Partecipativi per un valore nominale complessivo pari al 69% del debito chirografo, circa 431 milioni, arrivando così a rimborsare ai creditori chirografari il 100% del loro credito. Si tratta di strumenti, messi a punto con l'avv. Francesco Marotta, che tutelano il creditore in ogni possibile scenario, sia che Atac gestisca il servizio in futuro, sia che lo stesso venga trasferito a un diverso soggetto. Il Tribunale ha sancito che la nostra proposta di continuità aziendale rappresenta, come asseverato dall'attestatore Marco Costantini, rispetto alla soluzione alternativa di liquidazione concorsuale (amministrazione straordinaria), la migliore soddisfazione possibile per i creditori. Questo sia perché li soddisfa di più, arrivando a ripagare completamente il loro credito, sia perché l'ipotesi alternativa non solo è aleatoria ma non può garantire tempi certi e ragionevoli di liquidazione. Senza contare che, proprio grazie alla continuità, l'azienda potrà continuare a garantire un importante indotto al territorio. Ecco perché ritengo che i creditori aderiranno alla proposta.

Il momento più difficile per Atac è passato?

Credo di si. Abbiamo ancora davanti l'assemblea dei creditori, ma oggi Atac ha un Piano, si muove su binari definiti, paga regolarmente stipendi e fornitori, ha ottenuto il decreto di ammissione dal Tribunale: ogni giorno superiamo e supereremo nuovi ostacoli, ma la strada è tracciata e abbiamo sicuramente molta energia da spendere.

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Foto:

'' Siamo grandi come Alitalia e abbiamo dimostrato che il concordato preventivo è applicabile ad aziende pubbliche molto complesse

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