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20/10/2020

Pronto per l’appalto il polo di via Bologna

QN - Il Giorno

MELZO Decolla il progetto convivenza di scuola elementare, centro diurno disabili e centro don Gnocchi in via Bologna. L'altra sera, in una commissione dedicata, la presentazione ufficiale del progetto da 4 milioni, pronto alla gara d'appalto. Ma riprendono quota anche le polemiche della minoranza. Sul progetto, ancora contestato. E sulle incognite, come la gestione di un delicato cantiere. Per tutta la durata dei lavori i 300 bambini delle elementari saranno trasferiti alla media di via Mascagni. Dettagli, ancora pochi: «Stiamo confrontandoci con la dirigenza. Man mano che i lavori si avvicinano, daremo informazioni». Planimetrie e carte finalmente dettagliate a corredo della presentazione a cura dell'assessore ai LLpp Franco Guzzetti. Nero su bianco la divisione "verticale" dell'edificio di via Bologna, spazi su più piani e ingressi distinti per scuola, 15 aule più laboratori, e centro diurno, nuova mensa, saloni, spazi per il centro don Gnocchi inseriti in una seconda fase progettuale. Il progetto è il risultato di più stesure e limature. L'appalto integrato è quasi in fase di pubblicazione. Si sta lavorando sui punteggi: alcuni saranno assegnati all'impresa che saprà garantire, impegnandosi a schierare più squadre, i tempi più celeri di esecuzione: 240 giorni i tempi ad oggi, si punta ai 215, a partire, si pensa, dalla prossima primavera. Al momento del dibattito, critiche aspre. La richiesta di vagliare un progetto alternativo da parte di Giorgio Sommariva: «Vedete anche voi le pecche. Una, il Cdd su due piani, assolutamente inadeguato, pericolosissimo in caso d'incendio o infortuni». «Un compromesso al ribasso - così Stefano Palilla, M5S -che non soddisfa genitori, insegnanti e nemmeno chi dovrà usufruire di un centro disabili su due piani. Quanto alla scuola primaria sarà sottodimensionata con al massimo 15 classi». Ai detrattori Guzzetti: «L'ho sempre detto, questo progetto non è l'ideale. Ma siamo in una fase avanzata e fermarci ora sarebbe da irresponsabili». M.A.