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31/08/2018

PRONTO IL BANDO PER RIUTILIZZARE I BENI SEQUESTRATI ALLA CRIMINALITÀ

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

PIEMONTE
■ Esiste cosa più bella di vedere un immobile sottratto alla criminalità organizzata che torna alla vita e diventa un luogo aperto a tutta la comunità? Probabilmente no. Proprio per questo motivo non può che far gioire il bando emanato dalla Regione Piemonte per favorirne il riutilizzo a scopi sociali degli immobili sequestrati. I Comuni piemontesi assegnatari di beni immobili appartenuti alla criminalità organizzata avranno tempo fino alle ore 12 del 28 settembre 2018 per aderire, poi avverrà la selezione. «L'auspico è che il nuovo bando possa favorire l'avvio o la prosecuzione di esperienza analoghe a quelle del 2017 - ha commentato il presidente della Regione, Sergio Chiamparino -. Continuiamo dunque a mettere in pratica una precisa volontà: destinare abitazioni acquistate con denaro derivante da attività criminose ad iniziative in grado soprattutto di aiutare concretamente le fasce più deboli della popolazione». Servizio a pagina 3 ■ Esiste cosa più bella di vedere un immobile sottratto alla criminalità organizzata che torna alla vita e diventa un luogo aperto a tutta la comunità? Probabilmente no. Proprio per questo motivo non può che far gioire il bando emanato dalla Regione Piemonte per favorirne il riutilizzo a scopi sociali degli immobili sequestrati. I Comuni piemontesi assegnatari di beni immobili appartenuti alla criminalità organizzata avranno tempo fino alle ore 12 del 28 settembre 2018 per aderire, poi avverrà la selezione. Gli enti interessati saranno 43, così suddivisi su base provinciale: 23 Torino, 1 Alessandria, 4 Asti, 1 Biella, 4 Cuneo, 4 Novara, 3 Vco e 3 Vercelli. Gli immobili confiscati sono invece 167 (nel dettaglio: 123 nella Città Metropolitana, di cui 31 solo a Torino; 9 Asti, Vco e Vercelli, 7 Cuneo, 6 Novara, 3 Alessandria ed 1 Biella). «L'obiettivo della nuova edizione del bando, come già in passato - fanno sapere dalla Regione -, è di aiutare le comunità locali a riappropriarsi, con il sostegno ai progetti dei Comuni, dei beni sottratti alla criminalità, per restituirli alla collettività attraverso un loro uso a fini sociali». I progetti dei Comuni, in particolare lo scorso anno, erano stati indirizzati al sostegno delle fasce sociali più deboli. L'utilizzo dei beni confiscati, anche attraverso il finanziamento della Regione, aveva così permesso di affrontare con più risorse l'emergenza abitativa, di disporre di luoghi dove ospitare iniziative contro la violenza verso le donne, di rafforzare le attività educative e socioassistenziali e di favorire l'accoglienza. «L'auspico è che il nuovo bando possa favorire l'avvio o la prosecuzione di esperienza analoghe a quelle del 2017 - ha commentaato il presidente della Regione, Sergio Chiamparino -. Continuiamo dunque a mettere in pratica una precisa volontà: destinare abitazioni acquistate con denaro derivante da attività criminose ad iniziative in grado soprattutto di aiutare concretamente le fasce più deboli della popolazione». Parole fatte proprie anche dall'assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, che ha poi proseguito: «Riutilizzare beni confiscati alle mafie mettendoli a disposizione dell'intera comunità per finalità educative e sociali rappresenta la miglior risposta da parte della Regione Piemonte alla criminalità». «Questo bando - ha rilevato poi l'assessore alle Pari opportunità ed Immigrazione, Monica Cerutti - è di estrema rilevanza per la nostra comunità. Permette di destinare beni immobili confiscati alla mafia per fini sociali. Alcuni diventeranno case rifugio per vittima di violenza, altri saranno destinati all'accoglienza dei profughi. Già oggi alcune proprietà sono in fase di riqualificazione, come Cascina Graziella a Moncalvo (At), bene sottratto alla criminalità che verrà utilizzato per ospitare donne con problemi di dipendenza. Usare questi immobili a beneficio dei più fragili aumenta la portata simbolica dell'azione dello Stato e delle istituzioni e gioca un ruolo tutt'altro che secondario a favore della lotta contro le mafie». Le risorse stanziate, secondo la Regione, ammonteranno complessivamente a 150.000 euro, con una quota di cofinanziamento a carico del Comune del 50%. Non saranno previsti limiti minimi, ma il tetto massimo assegnabile sarà di 50.000 euro per ciascun intervento. Le domande verranno esaminate da un apposito comitato tecnico di valutazione e saranno ammesse anche quelle dei Comuni che hanno in corso le procedure di assegnazione del bene, purché le stesse si esauriscano entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.

Foto: TRIONFO DELLA LEGALITÀ In tutto sono 167 gli immobili strappati alla criminalità organizzata sul territorio piemontese

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