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25/07/2018

“Pronta la stretta anticorrotti”

La Repubblica - Liana Milella

Intervista
Il ministro Bonafede: "Riforma epocale contro le tangenti. Intercettazioni, no alla legge bavaglio del Pd" Scontro 5S-Salvini sul Tg1. Dg Rai, favorito Salini. Ilva, Di Maio: via all'iter per l'annullamento della gara
La riforma delle intercettazioni avrebbe portato al concentramento delle informazioni in poche mani con lesione del diritto di difesa, della privacy, con danno all'efficacia delle indagini. C'era il rischio di mettere il bavaglio anche ai giornalisti». Così il ministro della Giustizia Bonafede. pagina 6 FOSCHINI, pagina 12 Lei, ministro Bonafede, dice «via il bavaglio del Pd sulle intercettazioni». Per anni è stato Berlusconi a cercare di metterlo.
È sicuro che pure quello di Orlando lo fosse? «Non ci sono dubbi. La riforma avrebbe portato al voluto concentramento delle informazioni in poche mani con lesione del diritto di difesa, della privacy, nonché con grande danno all'efficacia delle indagini. In più c'era il rischio evidente di mettere il bavaglio anche ai giornalisti. Il vero scopo era impedire ai cittadini di ascoltare le parole scomode che i politici pronunciano al telefono quando sono indagati o parlano con persone indagate».
Vede una coincidenza tra la legge, le polemiche di Renzi sulle intercettazioni e il caso Consip? «Non è una mia opinione, ma una constatazione vera e propria. Basta mettere in fila i fatti di cronaca da una parte e i lavori parlamentari dall'altra. E poi unire i punti...».
Eppure un magistrato come Armando Spataro era ed è a favore della legge...
«Rispetto l'opinione del procuratore di Torino che stimo, ma devo dire che tutta la magistratura e l'avvocatura erano contrarie alla riforma Orlando. Io ascolto tutti, ma la responsabilità, l'onore e il dovere della politica sta nel prendere le decisioni. E sono fermamente convinto di quella che ho preso».
Anche Salvini è contro il bavaglio nonostante l'inchiesta sui fondi della Lega? «Non ne ho discusso con lui, ma la decisione è stata presa tutti assieme. Al di là delle chiacchiere, il governo resta compatto anche sulle intercettazioni».
Lei è un politico che sorride, Salvini uno che si arrabbia, come fate a coesistere? «Ciascuno ha il suo stile. Finora abbiamo dimostrato compattezza sui provvedimenti. Ma se devo dire la verità, conoscendolo, Salvini si arrabbia molto meno di quello che lei può pensare. In realtà andiamo d'accordo». Gli attacchi di Salvini alla magistratura la fanno dormire tranquillo? «Dormo poche ore perché come Guardasigilli prendo tante decisioni in un settore fondamentale per la svolta del Paese. Salvini ha già fornito dei chiarimenti su quell'episodio».
Due esempi, politica sui migranti e legittima difesa. Lei riesce a guardare i suoi figli sapendo che in quel momento ci potrebbero essere dei bambini che stanno affogando per colpa della vostra stretta sull'immigrazione? «È una domanda scorretta e rischia di fare il gioco dello sciacallaggio mediatico a cui assistiamo.
Sull'immigrazione il governo si sta muovendo avendo come priorità assoluta la tutela dei diritti umani.
Per la prima volta l'Italia pretende che l'Europa affronti compatta un problema di dimensioni internazionali che finora ha pesato solo sulle nostre spalle. L'obiettivo è evitare che la tragedia delle morti in mare continui».
Qualche magistrato le ha detto che stare dalla parte dei libici che affondano le barche significa stare con gli assassini? «No, assolutamente no».
Legittima difesa, "senza se e senza ma" dice Salvini. Ma così è il Far West. Quando presenta il suo ddl? O conta di mettere le novità nel ddl sulla sicurezza di Ferragosto? «Ci sono testi depositati alla Camera e al Senato e su questi la maggioranza si sta confrontando.
Non c'è nessun Far West. Lo ha detto Conte, lo abbiamo ribadito sia io che Salvini, ma i giornali continuano a scriverlo. Però i fatti parlano chiaro».
Lei pende verso la Lega anche quando blocca la riforma delle carceri all'insegna del "tutti in galera e buttiamo la chiave"? «Anche questa domanda è profondamente scorretta perché non abbiamo mai detto tutti in galera e buttiamo la chiave.
Vogliamo garantire la rieducazione del detenuto e il principio della certezza della pena perché solo così la giustizia riacquista credibilità agli occhi dei cittadini».
Ha annunciato il pacchetto anticorruzione, Daspo e agenti sotto copertura. Ci dà più dettagli? Lo farà prima di Ferragosto magari con il codice degli appalti? «L'articolato è già pronto e sarà depositato all'inizio di settembre.
Stiamo avviando uno stress test per sottoporlo ad alcuni addetti ai lavori e verificare eventuali criticità perché si tratta di una riforma epocale che farà dell'Italia il paese leader in Europa in materia di anticorruzione, via fondamentale per garantire gli investimenti esteri. Binario differente per gli appalti dove alcuni ministri stanno lavorando al cosiddetto tavolo della semplificazione». Inserirà lì le norme sulla trasparenza delle Fondazioni? «Stiamo valutando».
Sulla prescrizione boccerà la riforma Orlando? E quando? «Stiamo verificando i dati. Il punto di partenza è il blocco dopo la sentenza di primo grado. La norma sarà collegata a un investimento sulle risorse del processo per garantirne la ragionevole durata».
Visto che il renziano Ermini, ex responsabile giustizia del Pd, è andato al Csm, non teme che da lì fomenti la rivolta e le metta contro le toghe? «Vorrei ricordarle che stiamo parlando del Csm e non stiamo giocando a Risiko. Scherzi a parte, sono sicuro che Ermini non avrebbe queste intenzioni e la magistratura non cederebbe a logiche di questo tipo».
Si chiede come mai, visto che le misure che adotta non sono ostili ai magistrati, poi i giudici la attaccano com'è avvenuto per le tende di Bari e quel palazzo di proprietà di un signore che dà soldi ai clan? «Lei ha il problema di continuare a guardare la giustizia con le logiche di epoca berlusconiana, pro o contro i magistrati. Io tirerò fuori la giustizia da quelle logiche. Penso solo ai cittadini italiani. Poi magistrati, avvocati e tutti gli addetti ai lavori hanno il sacrosanto diritto di criticare le mie scelte. Se tolgo le tende a Bari e ricevo critiche faccio fatica a comprenderne la ragione. In ogni caso la procedura per individuare il nuovo edificio è ancora in corso e stiamo tuttora facendo i dovuti approfondimenti». Oltre il 50% di donne magistrato, ma donne discriminate dalla politica negli incarichi al Csm. Protestano le costituzionaliste e Mattarella è con loro. Perché su 3 posti M5S non ha messo una donna? "Chiaramente mi dispiace, ma non abbiamo mai creduto nelle quote rosa. Però i sindaci di Roma e Torino sono donne, come tantissime nostre elette».
Non le sembra grave che al Csm vadano gli avvocati degli inquisiti? «Sono il ministro della Giustizia e non mi intrometto nelle scelte del Parlamento». Cambierà il sistema elettorale del Csm per andare al sorteggio e stroncare le correnti? "Anche questa è materia del Parlamento. Nel contratto di governo è previsto un intervento contro il correntismo e su questa linea la maggioranza si muoverà».
Tra Calamandrei, Davigo e Di Matteo chi sceglie come maestro? «Scelgo Calamandrei rispetto a qualsiasi altro giurista italiano vivente e non vivente. Lui e Giorgio La Pira sono le mie guide morali e giuridiche».Faremo dell'Italia il Paese leader contro la corruzione. Il testo è già pronto, con agenti sotto copertura e Daspo, lo stiamo sottoponendo ad uno stress test Sull'immigrazione c'è uno sciacallaggio mediatico. Per la prima volta l'Italia pretende che l'Europa affronti un problema che finora ha pesato solo su di noi
Mi dispiace che le donne siano state discriminate al Csm, ma non abbiamo mai creduto nelle quote rosa. Però i sindaci M5S di Roma e Torino sono donne come molte elette

Foto: ROBERTO MONALDO/LAPRESSE A palazzo Chigi Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa tenuta ieri dopo il Consiglio dei ministri

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