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02/01/2019

PROJECT FINANCING. REQUISITI TROPPO STRINGENTI PERLE GARANZIE FIDEJUSSORIE

Giornale delle Assicurazioni

APPALATI E CAUZIONI
La recente sentenza del Consìglio di Stato n. 5642, ci riporta all'attenzione le difficoltà legate all'argomento fidejussioni per quanto attiene lo strumento del Project Financing. Giova illustrare brevemente i tratti dello strumento in parola, che nel corso degli anni è stato vieppiù attenzionato dal legislatore che lo ha blindato con delle garanzie piuttosto diffìcili da gestire, li project financing è un dispositivo che rientra nei cosiddetti «PPP» (Partenarìati Pubblico e Privato) regolato ab ini tio con la legge 415/1998 (cosiddetta Merloni ter) e che oggi è disciplinato dagli articoli 183 - 186 del codice degli appalti. Le modalità innovative che rendono questo strumento molto interessante sono molteplici ed arrivano fino alla possibilità di emettere bond (art. 185) e avere una tutela privilegiata dei crediti (art. 186). Questo percorso consente la realizzazione di progetti di ampia portata con l'apporto dì capitale privato. Un sistema che permetterebbe investimenti privati, senza impegni per la finanza pubblica, per sopperire alle carenze infrastrutturali. Le potenzialità sono enormi e tuttora poco sviluppate per alcune criticità oggetto dì continua attenzione da parte del legislatore. Descriviamo brevemente il procedimento che si articola in quattro fasi. Nella prima fase il promotore deposita un progetto preliminare inerente un'opera pubblica inserita nel programma triennale, da parte dell'amministrazione competente. A quest'ultima è demandata la vantazione ammissibilità tecnica e dell'opportunità amministrativa proposta. Riconosciuta l'ammissibilità, inizia la seconda fase con la quale l'amministrazione pone a gara la proposta del promotore. Successivamente inizia la terza fase, quella della realizzazione dell'opera progettata e della sua gestione, da parte del privato, fino a soddisfare la remunerazione del capitale investito dal promotore e di una parte dì remunerazione capitale di rischio coerente con l'impegno profuso. Veniamo adesso alla parte più interessante. Come novellato dal nuovo Codice, vi è una prima garanzia fissata nel 2% dell'investimento, da presentare a corredo dell'offerta per coprire la mancata sottoscrizione del contratto per fatto imputabile aìl'aggiudicatario. La garanzia è determinante perché, con effetto a catena, impegna la fidejubente a rilasciare tutte le garanzie successive, tra cui quella per la partecipazione alla gara. Questo assunto è confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5642/2018 sopra citata, che ha confermato per intero tale l'obbligo valìdando i! diritto della stazione appaltante a incamerare la garanzia anche a seguito delia mancata partecipazione alla gara indetta, da parte del soggetto proponente. Nello specifico il soggetto proponente, dopo aver formalizzato la proposta progettuale ha ritenuto di non partecipare alla successiva garaappalto. La gara, ancorché svoltasi con regolare aggiudicazione, ha determinato il diritto della stazione appallante all'escussione della garanzia. Ritorniamo alla procedura. Valutata la fattibilità delle proposte avanzate sotto il profilo costruttivo, urbanistico e ambientale e verificata l'assenza di elementi ostativi, l'amministrazione indice gara d'appalto alla quale i partecipanti sono tenuti a presentare una garanzia fissata nella misura pari al 2,5% del valore dell'intero investimento, volta a ricoprire le spese di predisposizione della proposta, nel caso in cui l'aggiudicatario rinunci. Anche in questo caso la garanzia impegna il fidejubente a rilasciare tutte le garanzie previste per la terza e quarta fase. La terza fase è quella della realizzazione dell'opera, che prevede il rilascia di una garanzia definitiva di cui all'articolo 103 del Codice degli appalti con la quale sì copre la fase dì realizzazione dell'opera. Siamo alta quarta fase, quella più delicata. A questo punto l'aggiudicatario deve costituire una cauzione con la quale si garantisce il 10% del costo annuo operativo di esercizio a copertura delle penali per mancato o inesatto adempimento degli obblighi di gestione Tale garanzia è fondamentale in quanto - per espressa previsione normativa - la mancata presentazione costituisce grave inadempimento contrattuale. Questo il punto dolente per i "cauzionistì" professionisti del settore non vi è mercato assicurativo per queste garanzie la cui durata, collegata al progetto, di norma è ben superiore a 20 anni. Per un intermediario supportare un imprenditore sulle garanzìe è un onere molto gravoso. Fin dal rilascio della prima, il fidejubente rimane impegnato nel rilascio di tutte le garanzie successive, inclusa quella per la gestione per cui dì fatto non c'è mercato. Una rivisitazione degli schemi di garanzia, che preveda un vincolo di durata meno gravoso magari con adeguamenti quinquennali - renderebbe più agile questo strumento. s.magliocca@interbroker.it

Foto: SALVATORE MAGLIOCCA


Foto: Specialista ramo cauzioni


Foto: L'aggiudicatario deve costituire una cauzione con la quale si garantisce if 10% del costo annuo operativo di esercizio, ma non vi è mercato assicurativo per queste garanzie la cui durata è ben superiore a 20 anni