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22/06/2019

Project financing a porto vecchio Il Tar rinvia tutto al 4 dicembre

La Stampa - giulio gavino

ultimate le questioni burocratiche toccherà al consiglio comunale esprimersi
Battaglia era annunciata ma battaglia non c'è stata. Il «malloppo» di ricorsi al Tar sul project financing a porto vecchio mercoledì scorso è stato preso e messo in un fascicolo con la data del 4 dicembre. Una decisione, quella dei giudici, che si fonda sostanzialmente su due considerazioni: la richiesta di un'integrazione documentale da una parte e dall'altra l'intuizione che la vicenda amministrativa partorirà tra l'estate e l'autunno qualche altra mossa sempre sul fronte del Tar. Quindi si è deciso per il rinvio tecnico, con l'obiettivo di esaminare tutte le questioni sollevate in una volta sola: nell'interesse dei ricorrenti, del Comune, dei resistenti e del Tar stesso.

Ad oggi la pratica amministrativa sta andando avanti. Palazzo Bellevue, infatti, ha chiesto nuove spiegazioni e integrazioni alle richieste di variante che aveva sollevato alla «Porto di Sanremo srl», la società il cui progetto era stato scelto lo scorso gennaio che fa capo all'imprenditore Walter Lagorio di Unogas e alla Porti di Monaco. I tecnici, in proposito, si dovrebbero incontrare nei prossimi giorni. Al centro delle questioni ci sarebbero alcuni dettagli sulla sotterranea di via Bixio (dopo la soluzione che prevede una viabilità alternativa per l'uscita dal parcheggio interrato e il raccordo con la complessa circolazione del centro).

A Palazzo Bellevue la determinazione del sindaco Biancheri è di chiudere la pratica dal punto di vista normativo e progettuale e portare il tutto in Consiglio comunale. Ottimisticamente potrebbe accadere a settembre, difficilmente prima. Ma in Comune si guarda con il massimo interesse al restyling di porto vecchio e al project financing anche perchè il progetto prevede a carico di chi si aggiudicherà la gara d'appalto (va detto che è stato scelto il progetto di «Porto di Sanremo srl» ma che poi ci sarà il bando) il rifacimento dei sottoservizi, quindi di un tratto di fognatura particolarmente usurato (causa vicinanza alle stazioni di pompaggio dei torrenti San Romolo e San Francesco) e di acquedotto tutt'altro che in perfette condizioni.

Lagorio e soci speravano di mettere draghe in mare e ruspe al lavoro già il prossimo autunno ma sarà difficile. Più probabile possa accadere con la prossima primavera (ma c'è sempre lo «scoglio» dei ricorsi al Tar prima ed eventualmente al Consiglio di Stato poi). Insomma, tutto procede speditamente ma dietro l'angolo potrebbero esserci degli intoppi-rallentamenti. Intanto, il 4 dicembre, spetterà al Tar dire qualcosa di più.

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