scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
24/03/2021

«Progetto tram, noi corretti»

Brescia Oggi

INFRASTRUTTURE Brescia Mobilità replica alla Lega che criticava l'acquisto per 2,5 milioni di euro del progetto da Fs
La società di trasporti del Comune al Carroccio: «Abbiamo pagato basandoci sulla spesa di altre città e sulle tariffe professionali»
«Camminiamo nel solco della tradizione imprenditoriale pubblica bresciana, siamo molto attenti a come spendiamo i soldi dei cittadini». Il messaggio del presidente di Brescia Mobilità Carlo Scarpa va al cuore delle accuse della Lega, che l'altro giorno ha sollevato dubbi sui due milioni di euro (pari allo 0.4 per cento dei 363 milioni richiesti per il finanziamento totale dell'opera) spesi per acquisire da Fs il progetto di fattibilità del tram. Per dare un'idea, se l'istanza verrà accolta dal ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit), la gara europea per progetto definitivo, esecutivo, direzione lavori: «Avrà un valore oscillante dai 19 ai 20 milioni», sottolinea il direttore generale Marco Medeghini, che spiega nel dettaglio l'iter dell'operazione. Il lavoro realizzato da Italferr per il project financing del 2018 è uno studio di fattibilità tecnico economica di grande complessità ingegneristica e trasportistica, comprensivo delle linee Pendolina-Fiera e Vallecamonica-Bornata, è come spiega Medeghini: «Corredato da studi e analisi costi/benefici che hanno richiesto quasi un anno e mezzo di lavoro impossibile con risorse interne». E Medeghini ne smentisce la bocciatura da parte del Mit, che «lo aveva ritenuto idoneo con richiesta di integrazioni».Poi il Comune rinuncia al project financing (finanziato al 50 per cento), e nel luglio 2020 opta per il finanziamento totale della sola Penfdolina-Fiera (quindi con un'istanza tutta nuova), facendo cadere l'accordo di collaborazione con Fs.L'accordo prevedeva che «ognuno si tenesse le sue spese - sottolinea Medeghini -, il costo del progetto era a carico di Italferr e suo era anche il copyright». A luglio, dunque, Brescia Mobilità riceve dalla Loggia la richiesta di preparare un nuovo progetto per settembre in vista della scadenza del bando a ottobre, poi prorogata a gennaio 2021. Due mesi escludevano ogni possibilità di gara. Quindi utilizza l'art 63 del Codice degli appalti per l'acquisto senza bando pubblico, motivando con l'urgenza e il prezzo vantaggioso, nonchè per l'adattamento del progetto a una sola linea. Alla Lega che accusa di aver pagato «due volte», Medeghini replica che hanno pagato una volta sola e anche poco. «Per la valutazione del prezzo di acquisto ci siamo basati sulle tariffe professionali e sulla spesa di altre città come Bologna per progetti simili - dice - Con una trattativa serrata abbiamo ottenuto lo sconto del 30 per cento sul progetto e di oltre il 50 per cento sulle modifiche, rispetto a quanto fatturato da Italferr alla capogruppo Fs».Dunque il progetto è stato pagato 1,66 milioni e le modifiche 340 mila euro, per due milioni in totale, che «non diventano 2,5 perché per Brescia Mobilità l'Iva è una partita di giro». Che poi la procedura sia del tutto legittima, lo conferma pure l'avvocato Tiziana Spadaro, che ieri ha seguito la conferenza stampa. Alternative semplicemente, non c'erano. Se Brescia Mobilità avesse usato gratis il progetto di Fs, «avrebbe commesso un furto e subito una richiesta di danni», spiega Medeghini. La procedura di gara avrebbe richiesto «dai 6 agli 8 mesi» solo per affidare il progetto, e il Comune ne avrebbe avuto un danno di 363 milioni. Quanto all'accusa di aver speso soldi senza avere certezza dell'approvazione Mit, «lo hanno fatto tutti i 44 Comuni che hanno partecipato al primo bando e le decine del secondo - sottolinea il direttore generale - Tutte le istanze presentano un rischio». E però, in caso di approvazione (l'esito è atteso entro agosto), «verranno finanziati non solo i 20 milioni per la progettazione esecutiva, ma pure i due per lo studio di fattibilità». Ed è quanto..