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06/03/2021

«Progetto piscina stravolto Ma la legge lo proibisce»

QN - Il Resto del Carlino

«La giunta ha chiesto ad Arco Lavori modifiche sostanziali all'ampliamento e recupero della piscina comunale, di fatto suggerendo come avrebbero voluto il progetto che vorrebbero approvare, molto diverso dall'originario quindi nuovo. Peccato che ciò non sia previsto dal codice degli appalti, che prevede solo interventi marginali». Eppure, senza quelle modifiche, il disegno di Arco Lavori era destinato a non ottenere l'omologazione della Federnuoto in ragione delle dimensioni ridotte delle vasche. Dunque «un'opera da 14 milioni per una struttura non utilizzabile per ospitare gare e campionati federali». Per questo la capogruppo e candidato sindaco della Pigna, Veronica Verlicchi, torna all'attacco su un argomento particolarmente caldo. Il progetto originario di Arco prevedeva anche una palestra e un ristorante, quest'ultimo per Verlicchi «ben poco attinente al concetto di pubblica utilità», e che sarà eliminato. Già a febbraio 2019 la delibera che approvava la proposta di Arco Lavori per la riqualificazione e l'ampliamento della piscina comunale fu sospeso, ciò dopo la comunicazione del no preventivo di Federnuoto. Da qui la corsa ai ripari e la richiesta di modifiche, che la Pigna contesta: «La richiesta di aumentare gli spazi acqua con una nuova vasca per legge non è accoglibile», taglia corto Verlicchi. Ricordando che a febbraio 2020 fu depositato da un soggetto diverso un progetto alternativo che avrebbe risposto ai requisiti federali, sul quale da parte del Comune è calato il silenzio. Terminati i 90 giorni dell'iter di valutazione, non vi fu alcuna comunicazione («ovviamente il sindaco darà la colpa al Covid», dice Verlicchi), mentre ad aprile 2020 Arco Lavori ha depositato in Comune il progetto corretto, «come richiesto dalla giunta de Pascale». Ne è nata una dura querelle tra Verlicchi e gli uffici comunali per il rifiuto iniziale e la lentezza di consegna degli atti istruttori richiesti. «Gli uffici ci dicevano che non era possibile perché si era in fase di gara pubblica. Il Consiglio di Stato ha però stabilito che la procedura di valutazione non è ancora fase di gara». Alla fine i documenti sono arrivati, ma la candidata civica si chiede il motivo di tanta resistenza, se davvero non si vuole tutelare nessuno». In una recente interpellanza su tempistiche e spese «l'assessore Fagnani ha ammesso di avere chiesto ad Arco modifiche sostanziali al progetto e che sono state recepite». Difficile capire perché gli uffici «non avessero verificato l'omologabilità del progetto prima di ricevere lo stop da Federnuoto». Sui costi l'assessore ha spiegato che i progetti alternativi avrebbero comportato spese rispettivamente di 30 e 22 milioni di euro, quindi troppo elevate. Risposta ritenuta «inaccettabile» da Verlicchi, dato che «una piscina moderna costruita ex novo, all'avanguardia dal punto di vista del risparmio energetico, determinerebbe una spesa della metà rispetto agli importi dichiarati. Al contrario, l'ampliamento della vecchia è destinata a determinare un'impennata del costo tariffario per le società sportive». Nella foto, gli atleti oggi si cambiano in tribuna. Lorenzo Priviato