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21/01/2019

Progettazione, così entra nei conti il «livello minimo»

Il Sole 24 Ore - Patrizia Ruffini

BILANCI
Per le opere fino a 100mila euro, costi in bilancio anche se fuori dal piano triennale
Sono importanti ricadute sull'attività degli uffici ragioneria e tecnici a seguito delle nuove regole contabili per le opere pubbliche varate da Arconet anticipate dal Quotidiano degli enti locali e della Pa del 15 gennaio. In attesa dei tempi tecnici per la firma e la pubblicazione in Gazzetta del decreto che approva le modifiche al principio contabile della competenza finanziaria potenziata, licenziato nei giorni scorsi dalla Commissione Arconet meritano attenzione i risvolti operativi. L'accelerazione sull'uscita del decreto potrebbe renderlo utilizzabile già per il riaccertamento ordinario relativo all'esercizio 2018.

Per adeguare la contabilità agli aspetti tecnici del Codice appalti, è introdotta la fase della registrazione contabile del livello minimo di progettazione. Le opere di importo stimato pari o superiore a 100mila euro, infatti, devono essere inserite nel programma triennale dei lavori pubblici e nell'elenco annuale previa approvazione di un livello minimo di progettazione, comprendente a seconda dei casi il documento di fattibilità delle alternative progettuali, il progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo, esecutivo o una soluzione progettuale che, pur saltando uno o più livelli di progettazione, contenga gli elementi dei livelli omessi.

La spesa del livello minimo di progettazione è registrata nel bilancio di previsione prima dello stanziamento riguardante l'opera cui la progettazione si riferisce. Per essere contabilizzata tra gli investimenti (voce U.2.02.03.05.001) è necessario che l'opera oggetto di progettazione sia indicata nel Dup insieme alla fonte di finanziamento. Nel caso di progettazione interna le spese sono contabilizzate, secondo la natura economica, al Titolo I (personale) o al Titolo II (macchinari). Queste spese non sono inserite nel quadro economico dell'opera. Non si effettuano dunque registrazioni contabili in contabilità finanziaria, ma solo scritture di contabilità economica per procedere alla capitalizzazione. Se la progettazione è assistita da un contributo per l'opera concesso nell'anno successivo, la relativa quota va indicata come libera, e come tale può essere destinata anche alla copertura di spese correnti.

Alla fine dell'esercizio, le risorse accantonate nel fondo pluriennale vincolato per il finanziamento delle spese concernenti il livello minimo di progettazione esterna di importo superiore a 40mila euro non ancora impegnate possono essere conservate nell'Fpv se sono formalmente attivate le procedure di affidamento. In assenza di aggiudicazione definitiva entro l'esercizio successivo, le risorse confluiscono nell'avanzo di amministrazione.

Per le opere di importo inferiore a 100mila euro, invece, la spesa di progettazione è stanziata in bilancio senza dover attendere l'inserimento degli interventi nel programma triennale dei lavori pubblici. In questi casi, la progettazione, interna ed esterna è registrata nel Titolo II della spesa con imputazione agli stanziamenti iscritti per l'opera. Gli stipendi del personale dell'ente incarico della progettazione sono comunque classificati tra le spese di personale (parte corrente). La capitalizzazione delle spese, infine, è effettuata attraverso le scritture della contabilità economico-patrimoniale.

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