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23/10/2018

Prof abilitati all’estero, sì al concorso riservato

ItaliaOggi - FRANCESCA DE NARDI

IL TAR LAZIO HA ACCOLTO LE ISTANZE DEI RICORRENTI
Anche gli insegnanti abilitati all'estero hanno diritto ad essere ammessi alle prove dei concorsi riservati di cui al DDG n. 85/2018, il concorso riservato agli abilitati. Lo ha confermato il Tar Lazio, Sez. III bis con l'ordinanza n. 5388/2018. Nel caso in esame degli insegnanti abilitati all'estero avevano chiesto, sebbene non inseriti nelle Gae o nella seconda fascia di istituto e in attesa di decreto di riconoscimento del Miur, di partecipare alle prove concorsuali indette con il Ddg n.85/2018. Dopo aver accertato che il bando gli escludeva espressamente dalla partecipazione al concorso si erano rivolti al giudice amministrativo al fine di ottenere la condanna dell'amministrazione scolastica all'adozione delle misure idonee a tutelare la loro situazione giuridica. Avevano chiesto, quindi, la loro ammissione alle procedure concorsuali e, con riserva, alla prova orale nonché la condanna per risarcimento del danno da perdita di chances. Con l'ordinanza n. 5388 della III sezione Bis del Tar Lazio-Roma del 14 settembre 2018 il ricorso viene accolto. La pronuncia con la quale viene riconosciuto loro questo diritto fa proprio l'orientamento della Sesta Sezione del Consiglio di Stato. Già i giudici di Palazzo Spada, infatti, avevano sollevato questione di legittimità costituzionale in relazione alle modalità di svolgimento di un concorso analogo. E secondo la Sezione del Tar Lazio la questione di legittimità costituzionale della norma rileva anche nel presente giudizio, divenendo dunque applicabili i principi espressi dall'ordinanza dell'Adunanza plenaria 15 ottobre 2014 n. 28 in ordine alla cosiddetta sospensione impropria. Il Collegio della terza bis ha accolto, così, l'istanza cautelare ai fini dell'ammissione con riserva dei ricorrenti alla procedura concorsuale, rinviando la cognizione cautelare ad una camera di consiglio successiva all'eventuale riassunzione del giudizio. Ha ritenuto inoltre nelle more necessario tutelare la posizione delle parti ricorrenti mediante la concessione di una misura cautelare interinale, fino alla camera di consiglio successiva alla pronuncia della Corte costituzionale e, sospendere il giudizio sino alla pronuncia della Corte costituzionale. © Riproduzione riservata

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