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21/01/2021

Procida regina dei social

Corriere del Mezzogiorno - Natascia Festa

DALLA NOSTRA INVIATA «The island of Procida in the Bay of Naples is celebrating winning the title of Ita- Vivara Il ponte dell'acquedotto che collega Procida all'isolotto riserva naturale e marina (ph. Natascia Festa)
L'isola spopola sul web e sulla stampa internazionale
lian Capital of Culture 2022». E poi. «The tiny island, admired for its lively architecture and vibrant colored houses...». La prestigiosa rivista americana «Forbes» racconta così l'isola di Arturo che, dopo la proclamazione da parte del ministro Dario Franceschini su Youtube, è stata citata praticamente su tutti i media italiani e internazionali oltre che in aula dal premier Giuseppe Conte: «Prepariamoci tutti a visitarla». «Forbes» definisce simbolica la vittoria di un luogo piccolo e fragile su altri grandi e forti. Per descriverla a distanza si serve di «Fodor's Travel's», testata per la quale il viaggio vale la pena «per ammirare quella che gli italiani chiamano "architettura spontanea" o folcloristica mediterranea». Con i suoi «delicati colori pastello delle facciate in contrasto con il blu profondo e audace del mare». Procida però, non sfugge all'inveterato avverbio affibbiato al Sud d'Italia: «Picturesquely». Più precisamente l'isola è un sito così «pittorescamente scenografico» e «non desta sorpresa che sia tradizionalmente oggetto di ispirazione per molti artisti». Registi compresi perché, conclude la rivista made in Usa, questo «scenario poetico ha fatto da cornice a una serie di film tra cui Il Postino e Il talento di Mr. Ripley ». Plauso da tutto il mondo politico e le testate europee hanno titolato sulla piccola isola-Davide che vinto contro alcuni Golia: in Brasile lo ha fatto «Terra». Per 48 ore #Procida è stata l'indiscussa reginetta dei social: subit o d o p o l a p r o c l a m a z i o n e , l'hashtag è stato nella top ten della tendenza di Twitter. Stesso boom su Google Italia dove il nome dell'isola è stato per una giornata la parola più ricercata. Il «the day after» sull'isola reale non è stato diverso. A interrompere il ritmo di un laborioso martedì di gennaio sono state troupe televisive e grappoli di giornalisti qua e là. Intanto nel quartier generale di via Libertà, dove dalla sede del Comune sventola la bandiera rosa con il logo da «capitale», si è subito ripreso il lavoro. «Sono ancora sotto choc - confessa il project manager Agostino Riitano - ma punto subito alla fase due». Ovvero «alla creazione di una governance. Il programma viene dopo: noi non siamo un festivalone che vuole riempire l'isola di eventi culturali. Il nostro obiettivo è innescare processi che abbiano un'incidenza positiva e duratura e creino un indotto di concreta rigenerazione urbana. Per questo miriamo alla creazione di una governance pubblico-privato che vedrà la Regione protagonista. L'attivismo e il sostegno di Palazzo Santa Lucia ha fatto la differenza nel risultato ottenuto. Per questo domani, proprio nella sede dell'ente, presenteremo con il presidente Vincenzo De Luca alcune novità. Alla voce "privato" di questa nuova governance bisogna intendere la presenza di investitori che abbiano però uno scopo pubblico. Faccio appello all'articolo 151 del nuovo codice degli appalti». A tessere pazientemente la tela del successo, al fianco di Riitano c'è stata infatti Rosanna Romano, capo della direzione generale per le politiche culturali e il turismo della Regione: «In questi mesi racconta - abbiamo collaborato a preparare l'audizione, le criticità da affrontare e la bellezza da illustrare anche attivando i nostri enti e società in house che hanno una forte esperienza nella trasmissione di elementi immateriali. I due video utilizzati durante l'audizione sono stati realizzati dall'équipe di Giffoni e della Film Commission. È un'azione che abbiamo preparato bene e ci ha premiato». E risponde anche ai tanti interrogativi sulle fragilità dell'isola tra le quali la principale è la logistica. «I tempi, mezz'ora di aliscafo, mi sembrano accettabili per fruire di una progettazione che parte da Procida ma comprende e include tutto il territorio flegreo. Per i trasporti non siamo preoccupati: metteremo in moto sinergie anche di filiere produttive e turistiche, sia con risorse regionali che con la programmazione europea 2021-27. La nostra delibera prelude a un investimento importante già declinato nel dossier ma in modo prudenziale». In tutto i fondi disponibili tra Mibact e altre fonti saranno 4,5 milioni di euro. «Abbiamo il sostegno di rappresentanti dell'Unione Industriali e di giovani imprenditori locali - conclude Romano - oltre quello delle Università. L'Orientale ha avuto un ruolo nel dossier e monitorerà anche i risultati del 2022». E mente sui social si moltiplica l'effetto «Ich bin ein procidanen», i procidani veri gioiscono per la gran parte. Ma c'è anche chi teme la sovresposizione di un'isola tradizionalmente ricca, che ha nell'economia del mare e non nel turismo la sua più antica forza. Prima ancora dei social, l'isola era già un concetto virtuale. La sua comunità ha da sempre vissuto una diaspora ma di successo. È il caso di Gabriele Muro, chef di Adelaide (Roma): «Sono così emozionato - racconta - che ho deciso di dedicare alla mia terra un intero menu di degustazione a partire da lunedì prossimo. Userò tutti i prodotti tipici dell'isola, vocata anche all'agricoltura, e i piatti di tradizione: una cucina povera marinara, per quanto rivista con gli occhi di chi ha viaggiato. Un menu a colori, dal giallo-arancio degli agrumi al rosso del pomodoro. Su tutto l'azzurro forte del mare, dal gusto salmastro. Procida per me è una visione». E proprio su questo si giocherà la partita dell'immaginario che la nuova «capitale» metterà in campo ben oltre il «pittoresco»: un nuova visione dell'Italia minore e puntiforme? Un'inversione di tendenza dalle metropoli ai piccoli borghi? Del resto è quello che auspica già da qualche anno il cosidetto neo-ruralismo e che la pandemia pare accelerare. È la «visione» che la poesia, con la sua profezia, aveva già visto attraverso i versi non a caso del «paesologo» Franco Arminio: «Il centro del mondo è poco lontano da te, / è nelle vie (leggi isole ndr ) secondarie, ti aspetta / dove non ti aspetti niente». Come accade a Procida. © RIPRODUZIONE RISERVATA