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23/09/2021

Processo civile più snello per tagliare i tempi del 40%*

Il Sole 24 Ore - Giovanni Negri

LE MISURE PER LA RIPRESA
Il Senato vota la fiducia. Conciliazione e prima udienza rafforzate, cause di lavoro più rapide: il testo di una riforma cardine del Pnrr passa alla Camera per un ok rapido. In arrivo anche quella del penale
Quella maggioranza ampia, che obbliga a trovare sempre nuovi e faticosi punti di equilibrio, ricordata ieri dalle dichiarazioni della ministra Marta Cartabia, ha votato nell'Aula del Senato la fiducia sulla riforma del Codice di procedura civile, che ora passa all'esame della Camera. Un passaggio chiave per il rispetto di un cronoprogramma coerente con gli impegni assunti in sede di Pnrr, per il quale sia la riforma della procedura civile, ieri alla prima approvazione, e sia quella della procedura penale, il cui sì invece definitivo è atteso nelle prossime ore, dovranno essere approvate entro la fine dell'anno. Quanto poi alla riduzione della durata dei processi concordata in sede europea, entro i 5 anni del Pnrr, quella dei giudizi civili dovrà contrarsi del 40% e del 25% quella dei procedimenti penali.

Per la responsabile giustizia del Pd e relatrice alla riforma, Anna Rossomando «abbattimento del pregresso, riduzione dei tempi dei processi, tribunale della famiglia e lettura della violenza domestica sono gli aspetti fondamentali della riforma del processo civile, insieme a risorse, innovazione e organizzazione». Mentre la sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina, 5 Stelle, ricorda che «tanti cittadini pagano quotidianamente il prezzo di processi lenti e macchinosi e attendono anni per una risposta di Giustizia. Pensiamo a quanto può durare una causa per rientrare in possesso di un immobile, al tempo necessario a vedersi riconosciuto un credito con sentenza, all'attesa per risolvere le controversie tra imprenditori per inadempimento, alle cause di lavoro».

I risultati si misureranno tra qualche anno, ma se per la riuscita della riforma è determinante la collaborazione di magistrati e avvocati, le premesse non sono incoraggianti. Perchè la magistratura, con ripetute prese di posizione dei vertici dell'Anm, ha già espresso forti perplessità sull'eccesso di affidamento che il Governo ripone su misure come l'ufficio del processo o le modifiche al rito, e l'avvocatura ha da subito contestato il venire meno di diritti e garanzie per i cittadini, con un possibile effetto, oltretutto, di allungamento dei tempi di svolgimento dei processi.

La riforma, nei contenuti, costituisce un distillato di misure procedurali e organizzative che si è tradotto nell'innesto nell'originario disegno di legge delega presentato dall'allora ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di un assai consistente pacchetto di emendamenti di fonte sia ministeriale sia parlamentare che ne ha profondamente cambiato i contenuti.

A partire dal deciso impulso dato alla mediazione, dove la più ampia disponibilità di risorse finanziarie ha permesso di mettere in campo un pacchetto di misure fiscali (l'impegno assomma a 4 milioni per il 2022 e a 60 milioni all'anno circa per il 2023-2025), tra esenzioni e crediti d'imposta, per favorire il più possibile la conclusione di accordi. Mediazione che si estenderà a una pluralità di nuovi contratti e, sul versante della pubblica amministrazione, ne spinge l'utilizzo facendo venire meno la responsabilità contabile per colpa (non grave) del funzionario che conclude l'intesa in sede stragiudiziale o giudiziale.

La negoziazione assistita viene poi estesa alle controversie di lavoro, anche se su questo punto da parte di Confindustria viene sottolineata la necessità che delle procedure telematiche possano usufruire anche le conciliazioni sindacali.

Sul piano della procedura, la versione finale del testo ha fatto cadere le iniziali decadenze e preclusioni previste dagli emendamenti del ministero della Giustizia, per conservare invece la fisionomia di una prima udienza da intendere come passaggio tutt'altro che burocratico. Già in quel contesto, per esempio, favorito da uno scambio antecedente di comparse e memorie tra attore e convenuto, l'oggetto della controversia dovrebbe essere definito come pure il quadro probatorio a sostegno delle tesi delle parti. E se per i casi meno controversi sarà possibile una soluzione temporanea attraverso ordinanza, la riforma provvede anche a rendere stabili nel nostro ordinamento alcune delle novità sperimentate nella fase più acuta dell'emergenza sanitaria, come la trattazione scritta.

Innovativa e indirizzata a prevenire l'insorgere di contenzioso è poi l'introduzione della possibilità per il giudice di chiamare in causa direttamente la Cassazione quando la questione è di particolare rilevanza, destinata a influenzare una pluralità di procedimenti e di natura giuridica.

Molto densa la parte dedicata al diritto di famiglia, dove si prevede un unificazione delle forme processuali, una riduzione dei tempi di svolgimento dei giudizi nei casi di violenza ai danni dei minori o del coniuge "debole", si valorizza la figura del curatore speciale a tutela del minore. È in questo campo del diritto che la riforma fa debuttare una delle più significative novità sul piano organizzativo, il Tribunale delle famiglie, destinato a sostituire il Tribunale dei minorenni, senza perdere la figura del giudice non togato, assommando le competenze civili e penali.

E sempre al piano organizzativo va ascritto il potenziamento dell'ufficio del processo, per il quale scade in questo ore il bando per la selezione dei primi 8.000 giuristi ingaggiati con contratto a termine e destinati a supportare l'ordinaria attività di amministrazione della giustizia.

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Giudizio sommario

Procedura accelerata nei casi più semplici

In materia di diritti disponibili, quando i fatti costitutivi sono provati e le difese del convenuto appaiono manifestamente infondate, si dovrà prevedere la possibilità da parte del giudice di pronunciare, su istanza di parte, ordinanza provvisoria di accoglimento della domanda, che sia provvisoriamente esecutiva. Conseguentemente, quando la domanda proposta dall'attore è manifestamente infondata, ovvero è priva di alcuni requisiti necessari nell'atto di citazione, si dovrà prevedere la possibilità da parte del giudice di pronunciare ordinanza provvisoria di rigetto, all'esito della prima udienza di comparizione delle parti e di trattazione della causa. Entrambi i tipi di ordinanza sono oggetto di impugnazione, non assumono la forma di giudicato e non possono essere prodotte in altri procedimenti civili.

Esecuzione

Vendita diretta da parte del debitore

Dovrà essere modificato il procedimento di espropriazione immobiliare prevedendo che il debitore possa essere autorizzato dal giudice dell'esecuzione a vendere direttamente il bene pignorato, per un prezzo non inferiore al prezzo base indicato nella perizia di stima, prevedendo che all'istanza del debitore deve essere sempre allegata l'offerta di acquisto irrevocabile per centoventi giorni e che, a garanzia della serietà dell'offerta, è prestata cauzione in misura non inferiore al decimo
del prezzo proposto.
Inoltre il giudice dell'esecuzione dovrà ordinare la liberazione dell'immobile pignorato non abitato dall'esecutato e dal suo nucleo familiare oppure occupato da soggetto privo di titolo opponibile alla procedura al più tardi nel momento in cui pronuncia l'ordinanza con cui è autorizzata la vendita o sono delegate le relative operazioni (dal momento del decreto di trasferimento in caso di immobile abitato).

Appello

Stop alle impugnazioni che non hanno chance

Dovrà essere dichiarata manifestamente infondata l'impugnazione che non ha possibilità di essere accolta; l'infondatezza è decisa con sentenza succintamente motivata, anche mediante rinvio a precedenti conformi, a seguito di trattazione orale.
Da riformare anche il regime della provvisoria esecutività delle sentenze oggetto di appello. La regola generale sarà quella dell'esecutività del provvedimento impugnato, fatti salvi i casi in cui il giudice ritiene, «sulla base di un giudizio prognostico», che l'impugnazione è manifestamente fondata oppure se ritiene che dall'esecuzione della sentenza possono derivare gravi e irreparabili pregiudizi. La delega specifica che, in relazione alle condanne al pagamento
di una somma di denaro, il grave pregiudizio
può consistere anche nella possibile insolvenza
di una delle parti.

Processo telematico

Stabilizzazione per le misure Covid

Nei criteri di delega prevista anche la messa a regime di alcune delle misure emergenziali sperimentate nei periodi più acuti dell'emergenza sanitaria. Per esempio, si prevede che, fatta salva la possibilità per le parti costituite di opporsi, il giudice può o deve, in caso di richiesta congiunta delle parti, disporre che le udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori, dalle parti, dal pm e dagli ausiliari del giudice siano sostituite dal deposito telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni.
Nei procedimenti di separazione consensuale
e di istanza congiunta di scioglimento
o cessazione degli effetti civili del matrimonio
le parti possono formulare rinuncia
alla partecipazione all'udienza, confermando
la volontà di non volersi riconciliare.

Cassazione

Rinvio del giudice su questioni ricorrenti

Al giudice di merito riconosciuta la facoltà di sottoporre, con ordinanza, direttamente alla Corte di cassazione la risoluzione di un quesito su una questione di diritto, sulla quale il medesimo giudice ha preventivamente provocato il contraddittorio tra le parti. Questa possibilità è soggetta a tre condizioni:
a) la questione è esclusivamente di diritto, non ancora affrontata dalla Corte di cassazione e di particolare importanza;
b) presenta gravi difficoltà interpretative;
c) può ricorrere in numerose controversie.
La Cassazione decide enunciando il principio di diritto con un procedimento da svolgersi in pubblica udienza, con la requisitoria scritta del pubblico ministero e con facoltà per le parti di depositare brevi memorie entro un termine assegnato dalla Corte stessa.

Organizzazione

Ufficio del processo con più risorse

Potenziato l'Ufficio del processo, con la previsione della sua istituzione anche in Cassazione e alla Procura generale della Cassazione. È in corso di svolgimento il bando per il primo blocco di assunzioni a termine negli uffici e la riforma chiarisce che gli addetti dovranno svolgere compiti di supporto ai magistrati, comprendenti, tra l'altro, le attività preparatorie per l'esercizio della funzione giurisdizionale come lo studio dei fascicoli, l'approfondimento giurisprudenziale e dottrinale, la selezione dei presupposti di mediabilità della lite, la predisposizione di bozze di provvedimenti, il supporto nella verbalizzazione, la cooperazione per l'attuazione dei progetti organizzativi finalizzati a incrementare la capacità produttiva dell'ufficio, ad abbattere l'arretrato
e a prevenirne la formazione.

Lavoro

Trattazione prioritaria per i licenziamenti

Dovranno essere trattate in via prioritaria le cause di licenziamento, in cui è proposta domanda di reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.
Le azioni di nullità dei licenziamenti
discriminatori per motivi di genere, potranno essere introdotte, ricorrendone i presupposti,
con i rispettivi riti speciali disciplinati dal Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, stabilendo che la proposizione dell'azione, nell'una o nell'altra forma, impedisce la possibilità di agire successivamente in giudizio con rito diverso. Il Governo dovrà poi provvedere a unificare e coordinare la disciplina dei procedimenti di impugnazione dei licenziamenti anche quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro, introducendo anche una disciplina
specifica per la fase transitoria.

Rafforzate le misure di protezione dei minori

Molto densa la parte dedicata dalla riforma al diritto di famiglia, anche sotto il profilo organizzativo con la nascita del nuovo Tribunale della famiglia che andrà a sostituire quello dei minorenni, accorpando tutte le competenze in materia sia civili sia penali per affrontare in maniera più rapida i casi di violenza familiare, per esempio. Tra le misure, numerosissime, l'introduzione di un risarcimento danni a carico di un genitore nei confronti dell'altro, per violazione di misure decise dal giudice, con una quota anche giornaliera.
Tempi stretti e predeterminati per i casi di violenza o abbandono dei minori: l'esito del procedimento potrà essere in via preferenziale l'affidamento a familiari considerati idonei oppure, ma solo in casi residui, l'inserimento
in case famiglia.

I DUBBI ANM I magistrati critici su strumenti come l'ufficio del processo, l'avvocatura su diritti e garanzie Molto densa la parte dedicata al diritto di famiglia dove si prevede una unificazione delle forme processuali Il confronto Tra tutti i Paesi (47) che fanno riferimento alla Corte europea dei diritti dell'uomo, l'Italia ha il primato delle condanne per i processi troppo lunghi

Le principali novità

Mediazione/1

Applicazione estesa a nuovi tipi di contratto

Estesa l'obbligatorietà della mediazione in via preventiva ai procedimenti in materia di contratti di agenzia, associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone, subfornitura, fatti salvi i casi per i quali la legge preveda altre procedure obbligatorie di soluzione stragiudiziale delle controversie. Quando il tentativo di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale,
le parti devono essere necessariamente assistite da un difensore e la condizione si considera avverata se il primo incontro davanti al mediatore si conclude senza l'accordo.
In materia condominiale, legittimazione dell'amministratore ad attivare o aderire
ai procedimenti di mediazione. L'eventuale accordo verbalizzato è poi sottoposto
al voto dell'assemblea.

Mediazione/2

/

Le principali novità

Incentivi fiscali per favorire l'accordo

In campo un nuovo set di incentivi fiscali. A venire innalzata da 50.000 a 100.000 euro è l'esenzione dall'imposta di registro del verbale di accordo. Inoltre, la riforma stabilisce che si dovrà prevedere la semplificazione delle disposizioni applicabili per la determinazione del credito d'imposta, riconosciuto alle parti in caso di successo della mediazione, commisurato all'indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione. Si dovrà estendere il beneficio in questione anche alle spese sostenute dalle parti in relazione ai compensi degli avvocati, comunque nei limiti dei parametri forensi. Riconosciuto poi un credito di imposta commisurato al contributo unificato versato dalle parti nel giudizio estinto a seguito di ricorso alla mediazione. Patrocinio gratuito esteso alle procedure di mediazione e negoziazione assistita.

Negoziazione assistita

/

Le principali novità

Competenza anche per avvocati e consulenti

La negoziazione assistita, senza essere considerata condizione di procedibilità, si allarga alle controversie in materia di lavoro. Le parti potranno farsi assistere, oltre che dal proprio avvocato, anche dai consulenti
del lavoro. Il relativo accordo sarà da considerare
in regime protetto.
La negoziazione assistita in ambito familiare (separazioni consensuali, divorzi, modifica delle relative condizioni) potrà contenere anche
trasferimenti immobiliari con effetti obbligatori. Disciplinato l'utilizzo delle prove raccolte nel corso dell'attività di istruzione stragiudiziale nell'eventuale successivo giudizio civile, consentendo comunque al giudice, dopo l'insuccesso della procedura di negoziazione assistita, di disporne la rinnovazione. Incentivati gli avvocati con la previsione di una maggiorazione non inferiore al 20% del compenso se fanno ricorso all'istruttoria stragiudiziale.

Processo di cognizione

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Le principali novità

Prima udienza non più burocratica

Sia pure smussata dal tema, indigesto all'avvocatura, di rigide preclusioni e decadenze, la riforma del processo di cognizione prevede una prima udienza che non sia un semplice passaggio burocratico, ma già una presa d'atto significativa dell'oggetto della controversia che attore e convenuto dovranno avere precisato nella fase preliminare attraverso uno scambio di documentazione.
Le parti dovranno presentarsi personalmente, nel corso dell'udienza di comparizione, per lo svolgimento del tentativo di conciliazione, prevedendo che la mancata comparizione personale senza giustificati motivi è valutabile dal giudice in termini di peso probatorio. Il giudice dovrà poi provvedere sulle richieste istruttorie all'esito dell'udienza, predisponendo il calendario del processo e disponendo che l'udienza per l'assunzione delle prove sia fissata entro 90 giorni.


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ansa


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Riforma del processo civile. -->

La ministra della Giustizia Marta Cartabia