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22/06/2019

Processo al re delle rimozioni «Grossi gonfiava le tariffe»

Corriere di Bologna

A giudizio per truffa il concessionario del Comune. «Cresta sul ritiro dell'auto»
Un'altra tegola giudiziaria per il re delle rimozioni auto Sabino Grossi, da anni unico concessionario del servizio pubblico per conto del Comune. Ieri il gup Alberto Ziroldi ha rinviato a giudizio l'imprenditore 75enne per l'accusa di truffa aggravata ai danni di venti automobilisti ai quali, per il pm Antonella Scandellari, nel 2016 furono fatte pagare tariffe gonfiate per ritirare l'auto che il carro attrezzi aveva rimosso e portato presso il Centro dell'Auto di Grossi di via Jacopo di Palo. In totale, dai venti automobilisti ai quali era stato richiesto un importo maggiore di quello stabilito dal Comune, nelle casse della ditta sarebbero entrati 700 euro non dovuti. Il rinvio a giudizio arriva proprio mentre la commissione aggiudicatrice deve ancora esprimersi sull'assegnazione del nuovo appalto comunale per la rimozione delle a u to i n s o s t a v i e t a t a p e r i prossimi due anni. All'apertura delle buste qualche settimana fa, l'unica offerta arrivata era proprio quella di Grossi, che da anni ormai detiene il monopolio del servizio, di non facile gestione da parte di altre aziende che non l'abbiano mai fatto e quindi poco appetibile, nonostante i 3,4 milioni di euro del capitolato. L'unica offerta del Centro dell'Auto ha ottenuto il massimo del punteggio nella valutazione economica e tecnica. Tornando al rinvio a giudizio, le tariffe gonfiate furono smascherate da due vigili urbani che nel 2016 notarono una rimozione sospetta in via Galliera. Gli agenti avevano chiamato il carro attrezzi per un'auto davanti a un passo carraio. L'addetto «non aveva ancora agganciato la cosiddetta 'barra rigida' che rende definitive le operazioni», si legge nella relazione dei vigili, quando arriva sul posto il proprietario. Subito viene segnalata la presenza del titolare del mezzo al gruista che però continua l'operazione di a g g a n c i o , s p i e g a n d o c h e c'erano auto in attesa e che si sarebbe solo spostato. L'appalto comunale prevede per l'automobilista la possibilità di pagare sul posto la multa, evitando la rimozione e il deposito. I vigili però notarono che l'addetto, invece di fermarsi, proseguì dritto fino al deposito con l'automobilista in cabina. Insospettiti, decisero di seguire la scena a distanza e, una volta uscito l'automobilista dal deposito, di chiedergli quanto avesse pagato per il servizio, riscontrando una maggiorazione (80 euro invece dei 64,68 previsti dal tariffario comunale), perché, non avendo riconsegnato sul posto l'auto, il proprietario aveva dovuto pagare anche la tariffa chilometrica fino al deposito e l'operazione di carico e scarico. La municipale ha poi sequestrato e analizzato i blocchetti di ricevute del 2015 e 2016: il «(30,8%) sono risultate viziate da evidenti maggiorazioni». Su 50 automobilisti convocati, per i 20 che hanno poi sporto querela «si sono riscontrate sistematiche violazioni del contratto stipulato tra il Comune e il Centro dell'Auto», con maggiorazioni dai 9,80 agli 85,91 euro. «Prevedevo il rinvio a giudizio - ha spiegato l'avvocato Giorgio Bacchelli, che assiste Grossi - perché ci sono troppi elementi che vanno chiariti. Bisogna capire come venivano fatti i conteggi e se c'era un collegamento con il titolare dell'azienda». Sarà il dibattimento a stabilire se Grossi faceva la «cresta» o meno sulle rimozioni. Andreina Baccaro

20

Sono gli automobilisti parte offesa nell'inchiesta della Procura

85

Sono gli euro in più che una delle «vittime» ha pagato, ma si va dai 9,80 agli 85,91

La vicenda

● Sabino Grossi, 75 anni, re indiscusso delle rimozioni, dovrà affrontare un processo per truffa per aver gonfiato le tariffe agli automobilisti che ritiravano le loro auto rimosse

Foto: Unico Grossi è da anni il concessionario unico del Comune per le rimozioni, per il nuovo appalto è ancora sua l'unica offerta