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04/10/2019

Processo ai Borghi autentici, Osti assolta

Il Gazzettino

ADRIA
«Il fatto non costituisce reato»: è la sentenza di assoluzione letta dalla presidente del collegio del Tribunale di Rovigo Nicoletta Stefanutti a conclusione del processo di primo grado nei confronti dell'ex assessore al Turismo di Adria Patrizia Osti, a giudizio con l'accusa di abuso d'ufficio per l'affidamento senza gara del progetto Adria borgo autentico nelle terre dei grandi fiumi. Un progetto di valorizzazione turistica da 300mila euro, 200mila dei quali sarebbero dovuti arrivare da Avepa, che ha poi riconosciuto un finanziamento di appena 15mila euro. Il tutto aveva offerto il fianco agli attacchi delle opposizioni, sfociando in una segnalazione inviata nel febbraio 2015 alla Procura e all'Autorità nazionale anticorruzione, da Michela Grotto di Liberi cittadini e da Omar Barbierato, al tempo consigliere di opposizione e oggi sindaco. Lo stesso Barbujani, quand'era in carica, pur respingendo le dimissioni presentate dall'assessore Osti, aveva ammesso che dal punto di vista generale, il progetto non fosse risultato vincente.
Oltre alle ripercussioni politiche, al di là della riuscita o meno del progetto, la vicenda è finita all'attenzione del Tar per il ricorso di palazzo Tassoni contro Avepa sulla riduzione del finanziamento, dei giudici civili per un contenzioso sui pagamenti fra l'associazione Borghi autentici d'Italia e il Comune, nonché della Corte dei Ccnti che aveva puntato il dito sull'ex sindaco Barbujani, gli assessori Federico Simoni, Giorgio D'Angelo, Davide Busson e la stessa Osti, oltre alla dirigente Eva Caporrella, con l'accusa di aver provocato per colpa grave un danno di 114mila euro al Comune, caduta con la sentenza assolutoria del maggio 2018 che anzi, ha imposto al Comune di pagare mille euro di spese legali per ciascuno di loro, D'Angelo escluso.
Il procedimento penale nei confronti di Osti è stato una tessera di un mosaico complesso. A coordinare le indagini era stato il procuratore capo Carmelo Ruberto in persona. Secondo l'imputazione, fra marzo 2014 e giugno 2015 Osti, avendo promosso ed elaborato il progetto di valorizzazione turistica Adria-Borgo autentico nelle terre dei grandi fiumi, già oggetto di finanziamento pubblico dell'Avepa, avvalendosi dell'esercizio di autorità delle proprie funzioni nei confronti del personale in capo al settore Lavori pubblici, in violazione della normativa sugli appalti, avrebbe impedito la pubblicazione del bando di gara senza fare avviare una preventiva indagine di mercato, affinché l'incarico esecutivo del progetto fosse affidato all'associazione Borghi autentici attraverso una procedura negoziata, procurandole un ingiusto vantaggio di 161.649 euro, cui si sono poi aggiunti altri 72.100 euro. Ovvero i rimborsi rendicontati dall'associazione.
Ieri è stato lo stesso pm, nella sua requisitoria, a chiedere l'assoluzione. Così come ha fatto, ovviamente, l'avvocato Marco Casellato, che ha evidenziato come nel corso del processo fosse stato smontato ogni pezzo del castello accusatorio. Dello stesso avviso anche il Collegio. «Grande soddisfazione - commenta Casellato - perché è emersa con chiarezza l'infondatezza delle accuse».
Francesco Campi