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25/03/2021

«Procedure speciali, project financing e gare digitali per accelerare il Recovery»

Il Sole 24 Ore - G.Sa.

CAMERA DEI DEPUTATI
La commissione Ambiente: vincolare le risorse nazionali sostituite da fondi Ue
È un parere pesante quello che ieri ha espresso sul Recovery Plan la commissione Ambiente e lavori pubblici della Camera, proprio nel giorno in cui l'Antitrust chiede la sospensione del codice appalti per le opere del Piano. Il parere è stato approvato all'unanimità, con tre astensioni di Fratelli d'Italia, ed è stato quindi, per la relatrice Chiara Braga (Pd), un esercizio di mediazione e limatura. Ma il documento non gira troppo intorno allo specifico punto: «Si valuti l'esigenza di predisporre misure e procedure amministrative speciali e dedicate in modo specifico alla velocizzazione della realizzazione dei progetti previsti dal Pnrr». Procedure speciali è un'espressione che in sé contempla il superamento o la sospensione delle procedure ordinarie: nessun riferimento esplicito al codice, ma lì si va a parare, pur con i necessari paletti della tutela di «trasparenza, legalità e sicurezza». Più significativi, semmai, i riferimenti al rafforzamento immediato delle stazioni appaltanti coinvolte nel Pnrr e all'urgenza di una legge per rilanciare il project financing e favorire «l'apporto del capitale privato».

Insomma in quella che è la palestra politica per eccellenza delle norme sugli appalti pubblici, la commissione ottava della Camera (insieme alla ottava del Senato), non sembrano esserci posizioni schierate a difesa del codice e delle procedure ordinarie.

Il parere dice però molte altre cose destinate a tornare nella discussione del Recovery delle prossime settimane. La più rilevante è la destinazione delle risorse nazionali già programmate e iscritte nei tendenziali di finanza pubblica sostituite ora con i fondi Ue del Recovery. Il precedente governo aveva usato questa strada per contenere il debito pubblico, l'attuale non si è ancora pronunciato. Il parere sostiene che si dovrebbe provvedere «a riprogrammare le eventuali risorse rinvenienti, garantendo il rispetto del vincolo territoriale originario».

Molte le priorità di intervento che vengono indicate, dal completamento dei corridoi Ten-T alla digitalizzazione delle gare (facendo ricorso alla banca dati dell'Anac), dal dissesto idrogeologico al settore idrico, dagli interventi per la mobilità sostenibile nelle città (per cui si chiede anche una cabina di regia per le politiche urbane come proposto dal ministro Giovannini) al prolungamento del Superbonus a fine 2023 senza limiti. A questo si aggiunge la richiesta di strumenti che consentano di verificare il rispetto della quota di risorse per la transizione ecologica, la coerenza con il Piano nazionale integrato energia e clima, il rispetto integrale del principio «do not significant harm».

La presidente della commissione, Alessia Rotta, si sofferma sul tema dell'acqua. «Dobbiamo migliorare il sistema idrico italiano - dice - non solo con investimenti aggiuntivi, ma anche riformando la governance e superando la frammentazione delle gestioni, dove ancora ci sono. Inoltre una priorità è digitalizzare le reti, come già avviene nell'energia. Queste misure sarebbero un modo per rispondere al gap Nord-Sud».

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SUPERBONUS Prorogare l'incentivo fino alla fine del 2023 senza vincoli o limiti. Rispettare la quota per la transizione ecologica

HA DETTO

L'acqua è una priorità: bisogna investire, rivedere la governance per superare la frammentazione e digitalizzare le reti


Foto:

Alessia Rotta.

Presidente commissione Ambiente e Lavori pubblici alla Camera