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13/01/2021

«Procedure sospette». Esposto sul palazzetto

QN - Il Resto del Carlino

CENTO di Laura Guerra Il palazzetto dello sport rischia di diventare un caso giudiziario. I consiglieri comunali di minoranza hanno infatti depositato un esposto in procura e all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Si tratta di un atto in cui si chiede di indagare sulla gestione dell'amministrazione e sul cantiere del palazzetto. Il documento, a quanto si apprende, riporta anche quanto scritto dalla segretaria generale Margherita Clemente (figura preposta all'anticorruzione) che nel suo resoconto annuale parlò di 'frazionamento' negli appalti. «Da un'analisi complessiva degli atti esaminati nel semestre di riferimento, in particolare delle determinazioni dirigenziali, sono emerse alcune isolate criticità inerenti il pieno rispetto della normativa, nonché alcune considerazioni in merito a un certo modus operandi non conforme ai principi di buona amministrazione - scrisse -. La presenza di diverse determinazioni del servizio lavori pubblici e patrimonio che prevedono analogo lavoro o fornitura senza alcuna motivazione di carattere tecnico inducono a evidenziare una ipotesi di violazione del principio di programmazione nonché del divieto di artificioso frazionamento». Parole che seguirono la seduta consiliare in cui la minoranza portò alla luce il fatto, chiedendo una commissione speciale per fare chiarezza su costi e procedure per l'ampliamento del palazzetto dello sport. «La giunta si è guardata bene dall'attivare questa commissione, nonostante siano passate settimane - osservano i consiglieri - evidentemente non c'è voglia di accendere la luce su una serie di operazioni che non convincono non solo le minoranze consiliari ma anche il segretario generale. Il timore è che ci sia stato un ricorso troppo allegro al cosiddetto 'spacchettamento', una pratica che prevede di mettere a gara un intervento già sapendo che poi si procederà a tanti altri affidamenti per far lievitare il costo finale utilizzando però una procedura più agevole nell'ambito della normativa degli appalti. Il tutto lascia molti dubbi. Solo qualche giorno fa, l'ennesimo esempio: lo stanziamento ulteriore di 87mila euro. La spesa prevista all'origine era di tre milioni e 250mila euro. A oggi è già lievitata di quasi un milione. La struttura non ha ancora l'omologazione e saranno necessari altri interventi». Dubbi che hanno spinto i consiglieri a segnalare all'autorità competente la richiesta di verificare se questi atteggiamenti e procedure siano o meno rispettose delle leggi. «L'attività del Comune ha da tempo aspetti poco trasparenti - concludono - sindaco e giunta evitano ogni occasione di confronto, umiliano il dibattito consiliare, mettono le istituzioni di fronte a fatti compiuti, rifiutano di motivare i comportamenti e non danno concreta possibilità di controllo da parte delle minoranze». © RIPRODUZIONE RISERVATA