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21/07/2020

Procedure più snelle per edilizia e appalti

ItaliaOggi

IN GAZZETTA IL DL N. 76/2020
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 «Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale». Fin dalle prime bozze circolate, i tributaristi avevano avuto modo di esprimere le proprie considerazioni in merito alle misure in esso previste (si veda ItaliaOggi del 4 luglio). Il decreto interviene, in particolare, in quattro ambiti principali: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale; semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy. Sono sicuramente confortanti le parole espresse dal ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone promotrice insieme al presidente del consiglio Giuseppe Conte del provvedimento in questione che ha dichiarato: «Interveniamo in tutti i settori chiave per la ripresa: edilizia, appalti, infrastrutture, banda larga, procedure ambientali e green economy. Nello stesso tempo, il decreto contiene importanti misure, comuni a tutte le procedure, per assicurare tempi certi, semplicità, trasparenza e digitalizzazione. In sostanza, avviciniamo la p.a. al Paese reale, la rendiamo alleata di cittadini e imprese». Le buone intenzioni del Legislatore si scontrano a volte con una realtà fattuale completamente diversa da quella auspicata. «Nonostante si possano ritenere apprezzabili alcuni interventi, vedi ad esempio il capitolo relativo alla Diffusione dell'amministrazione digitale, che prevede misure rivolte a favorire l'accesso ai servizi in rete da parte di cittadini, imprese, professionisti e l'effettivo esercizio del diritto all'uso delle tecnologie digitali come la spid legata all'identità digitale, siamo lontani dal poter dire che questo provvedimento sia adeguato a dare sufficienti risposte alle necessità del contingente periodo di emergenza che stiamo vivendo», ha commentato il presidente della Lapet Roberto Falcone. Stupisce altresì i tributaristi l'atteggiamento discordante del governo che se da un lato con il decreto semplificazioni, ha dichiarato di voler liberare le energie e sbloccare gli investimenti, dall'altro nell'ambito dei lavori della legge di delegazione europea abbia fatto marcia indietro, reintroducendo inutili e onerosi adempimenti. In definitiva e ancora una volta: semplificazioni, ma vere; continua ad essere l'appello della Lapet. Da anni la Lapet rileva i paradossi del sistema fiscale e le conseguenti difficoltà che essi comportano sia ai professionisti che ai contribuenti, quanto alla stessa pubblica amministrazione. Sono troppi gli adempimenti inutili, scadenze incerte, leggi contraddittorie. «Non è facile intervenire, ne siamo consapevoli, lo stesso ministro Dadone lo ha sottolineato: «La semplificazione non si fa con un tratto di penna: richiede visione, impegno continuo e collaborazione tra istituzioni. La sfida è enorme, ma ora è il momento di agire e questo governo ha la forza e le mani libere per farlo come mai accaduto prima». Proprio per questi motivi, i tributaristi si dicono pronti e disponibili a mettere a disposizione tutta la loro competenza in qualità di esperti del settore, affinché il legislatore possa attuare misure rivolte al rilancio economico e sociale del Paese. «Continuare a promuovere tutti quei provvedimenti che vanno nella direzione poc'anzi descritta saranno da noi fortemente sostenuti», ha concluso Falcone. © Riproduzione riservata

Foto: Fabiana Dadone


Foto: Giuseppe Conte