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28/11/2018

Primi lavori per ripulire Ca’ Filissine

L'Arena di Verona

PESCANTINA. Iniziate ieri le opere urgenti per mettere in sicurezza la grande discarica di rifiuti urbani sotto sequestro dal 2006, a disposizione un milione 400mila euro
Pronta anche la bozza di accordo tra Comune Regione e ministero all'Ambiente: manca l'ultima firma e poi Sogesid potrà indire la gara d'appalto
Qualcosa si muove. A Ca' Filissine sono finalmente iniziati i lavori di messa in sicurezza, urgenti e fondamentali in vista della bonifica della discarica di rifiuti solidi urbani aperta alla fine degli anni ottanta e funzionante fino all'agosto del 2006, quando venne posta sotto sequestro giudiziario perché responsabile dell' inquinamento dell' acqua della falda più superficiale. «Ormai posso dire ex discarica», tira un sospiro di sollievo il sindaco di Pescantina Luigi Cadura, «perché con la disponibilità dei 65 milioni di euro data dal ministero non sarà più necessario portare altri rifiuti a Ca' Filissine per pagare la bonifica». Sparita dunque l'enorme collina nera del fotomontaggio che simulava il futuro di Ca' Filissine secondo il progetto approvato dalla maggioranza Cadura nel 2016 - progetto che aveva scatenato comitati e cittadini - sparita la spesa di 147 milioni, sparito il viavai di camion.«È stato fatto un enorme lavoro politico», spiega Cadura, «nel mio primo viaggio a Roma da sindaco, nel 2015, mi ero sentito dire: è venuto nel posto sbagliato a chiedere aiuti, deve andare in Regione. E questo perché la materia ambientale è di competenza regionale e il ministero dell'Ambiente interveniva solo nei siti di interesse nazionale». Da allora i parlamentari veronesi, Alessia Rotta e Diego Zardini del Pd in testa, hanno lavorato per inserire un emendamento che a fine 2015 ha consentito al ministero di prendersi carico della necessità di bonificare il sito, definito dall'assessore regionale all'Ambiente Gianpaolo Bottacin «il principale problema ambientale del Veneto». «L'attuale ministro all'Ambiente, Sergio Costa in quota 5 Stelle», sottolinea Cadura, «sta sostenendo il percorso. Sarà una liberazione per tutta la Valpolicella». Ma perché decolli davvero serve ancora una firma. La bozza di accordo è stata preparata dal ministero all' Ambiente, emendata da Regione, Arpav, Comune e dal 16 novembre è di nuovo al ministero. Cadura attende la convocazione per la firma dalla direttrice generale, dottoressa Gaia Checcucci, che coordina l'operazione.I PRIMI LAVORIDa ieri intanto la Water and Soil Remedation Srl di Mantova ha iniziato gli interventi emergenziali. Ha a disposizione 1.400.000 euro per innalzare la sponda nord del catino e scongiurare che il percolato tracimi fuori discarica. Dovrà poi riattivare l' impianto elettrico - fermo da fine 2016 a causa del furto dei conduttori in rame - per rimettere in funzione la captazione del biogas, con la torcia per la termodistruzione. Inoltre asporterà il percolato che si trova sopra il telo (copertura provvisoria installata nel 2010) e che si è formato a causa del ristagno dell'acqua piovana. Fondamentale il compito di sorveglianza. «Da un anno la stiamo facendo noi con una società privata», dice Cadura, «perché temiamo che qualcuno approfitti della situazione per depositare in discarica materiali illeciti».ACCORDO DI PROGRAMMALa firma a Roma consentirà la bonifica della più grande discarica del veronese, che durerà 30 anni e costerà 64.994.854 euro. La gara d'appalto per affidare i lavori verrà gestita da Sogesid, società del ministero dell' Ambiente, che in qualità di soggetto attuatore gestirà anche il progetto esecutivo. Il Comune di Pescantina sarà responsabile di progetto (Rua). Arpav avrà funzioni di controllo. Previsto inoltre un controllore indipendente. I soldi verranno via via erogati dal ministero al soggetto attuatore, al Comune andranno solo eventuali rimborsi tecnici.IL PROGETTO DI BONIFICADi studi, calcoli matematici e proposte ne sono stati fatti diversi, anche dagli atenei di Padova e Trento. Quello che verrà seguito è stato elaborato dalla Georicerche srl. Le fasi di attuazione sono nell'allegato tecnico all'accordo.In discarica ci sono 80mila metri quadrati coperti da teli. Il catino è profondo 47 metri. Il rifiuto inzuppato d'acqua ha formato un lago di percolato alto 35 - 36 metri e che arriva a contatto con i teli. Solo per asportare questa enorme quantità di liquido inquinante servono sette milioni. Contemporaneamente bisogna evitare che la pioggia (90 centimetri media annua) ristagni e diventi a sua volta percolato, per cui verrà portato materiale per dare alla discarica una forma convessa: una collinetta. Il materiale (800mila metri cubi) sarà «non rifiuto», ad esempio rocce da scavo. Al suo ingresso in discarica verrà sottoposto a test per garantire che in caso di dilavamento non rilasci sostanze nocive. Verrà stesa una nuova copertura impermeabilizzante.Oggi il fondo della discarica è fessurato: si calcola che disperda in falda 15 metri cubi di percolato al giorno. Questo flusso calerà negli anni, diminuendo la pressione e la quantità del liquido. Nel frattempo funzionerà una barriera di pozzi a protezione della falda: di qui con la tecnica dell'air sparging verrà insufflato ossigeno per far sì che l'ammoniaca venga decomposta. È previsto un sistema di captazione dei gas.

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