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16/06/2020

Prime due mosse: semplificazione e riforma del Fisco

La Prealpina

Le priorità di Palazzo Chigi sono definite Nella casse fermi 127 miliardi
ROMA - Accelerare il più possibile sulla riforma del Fisco, già in cantiere prima dell ' emergenza Coronavirus. Nel frattempo varare nel giro di una o due settimane al massimo, il decreto su semplificazioni e appalti, primo tassello del piano per la ripartenza. Intanto già domani potrebbe arrivare il decreto per dare continuità alle settimane aggiuntive di Cig Covid (che si potranno quindi utilizzare di seguito, senza interruzioni), con cui ci potrebbe essere anche un primo rifinanziamento degli ammortizzatori (secondo alcune fonti ci sarebbero circa 1,5 miliardi, frutto del minore tiraggio delle misure finora). Il governo, insomma, vuole rispondere subito all ' appello alla concretezza arrivato dalle più alte cariche istituzionali, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al governatore della Banca d ' Italia Ignazio Visco. E vuole mostrare a Bruxelles, mentre sono ancora in corso i negoziati per il Recovery Fund, che l ' Italia fa sul serio con le riforme e già si è attivata su alcune delle direttrici indicate dagli ospiti internazionali nella prima giornata degli Stati Generali. L ' Italia ha davanti «5 sfide», è l ' indicazione arrivata anche dal Fondo monetario internazionale: in cima la riduzione della burocrazia e «l ' efficienza negli investimenti», come ha detto all ' esecutivo direttore del Fmi, Kristalina Georgieva, ma anche «riforma delle tasse e della loro riscossione» oltre alla riduzione delle disparità regionali e il miglioramento delle regole sulla concorrenza. Proprio da quella che lo stesso premier Giuseppe Conte ha definito una grande opera di «sburocratizzazione», si partirà già forse la prossima settimana: il decreto con le semplificazioni in materia di edilizia, appalti (ma anche superfibra), è in via di definizione e i ministeri hanno l ' indicazione di chiudere il testo entro il 18, perché sia pronto per il primo Consiglio dei ministri di lì al 25 giugno. Oltre a riduzione dei tempi per le autorizzazioni e affermazione del principio once only , cioè la richiesta una sola volta dei dati da parte della Pa, il provvedimento conterrà anche l ' atteso intervento sblocca-cantieri. Nelle casse dello Stato, va ripetendo il viceministro all ' Economia Laura Castelli, «da una prima ricognizione ci sono 127 miliardi» fermi, stanziati ma non utilizzati, che vanno invece «messi a terra» il prima possibile. È quasi certo quindi che ci sarà lo sblocco degli investimenti di Anas e Rfi, per accelerare i cantieri di strade e ferrovie, e dovrebbe arrivare anche un elenco di opere prioritarie da realizzare con deroghe al codice degli appalti. Tra queste non dovrebbe comparire il Ponte sullo Stretto, su cui pure si è riaperto il dibattito su input del ministro della Cultura, Dario Franceschini. «Se emergerà come priorità», ha detto la collega delle Infrastrutture Paola De Micheli, il Mit è pronto a fare i necessari approfondimenti, perché comunque su impatto ambientale e costi, visto il tempo trascorso dai primi progetti, ora è tutto da rifare. Dagli Stati generali si uscirà comunque, assicura sempre Castelli, con un «fitto cronoprogramma» di provvedimenti «concreti», in primis la riforma del Fisco che potrebbe essere anticipata intanto dal riordino delle leggi in materia in un Testo unico.