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01/06/2019

«Prima gli italiani», spunta la pizza

Il Mattino

Tifo da stadio dal pubblico in piazza per il leader leghista Il pizzaiolo campione mondiale offre il suo prodotto migliore
AVERSA
Alessandra Tommasino
«Prima gli italiani» è la frase che il vicepremier Matteo Salvini ha pronunciato più spesso dal palco di piazza Municipio ad Aversa, passando in rassegna i temi forti della sua campagna elettorale, dai porti chiusi e la legittima difesa fino allo sgombero dei campi Rom e alla pace fiscale. «Non siamo geni ha detto il leader leghista - i geni stanno a sinistra, sono quelli che non hanno fatto una mazza e adesso vogliono insegnarci come si governa».
IL TIFO
Applausi e incitazioni dal pubblico, uomini e donne che gli si rivolgono come all'amico della porta accanto: è tifo da stadio. Una signora gli regala perfino un rosario che lui prontamente, come aveva fatto in piazza Duomo a Milano, bacia, pur ammettendo di non essere un cattolico modello. «Sono l'ultimo dei buoni cristiani». Sulle specificità del territorio casertano non si è soffermato, ma su quali conseguenze potrebbe avere la sua idea di sospendere il codice degli appalti per due anni, in un territorio ad alta densità criminale, ha commentato: «La criminalità organizzata si nutre di complicazioni, meno è complicato il lavoro, e meglio è». E riguardo alle forze dell'ordine, ha annunciato nuove assunzioni. Castel Volturno, con un commissariato di polizia ridotto all'osso e personale mai assegnato, ancora attende. La volata al candidato sindaco Gianluca Golia è arrivata con l'invito ad applaudirlo. «Ci sono due idee di Aversa ed io non condanno l'altra perché porto rispetto sostiene Salvini ma voglio ritornare qui e trovare un sindaco della Lega». Nel pubblico ci sono ragazzini che fanno i video, donne con le bandierine che ad ogni frase gli dicono «sei grande». C'è un signore anziano con una fotocamera, un modello vecchio, che dice di essere arrivato in piazza per avere «l'onore di una foto» con il vicepremier.
IL SINDACO LEGHISTA
A Salvini sul palco arrivano le frasi di chi si dice pronto a «seguirlo in carcere se si accaniscono contro per non fargli fare le cose». «Basta che ci toglie i clandestini, che a Frignano ce ne stanno assai», dice Vincenzo Di Puorto, un attivista che si vanta di avere il sindaco della Lega, Gabriele Piatto (presente sul palco con il vicesindaco di Grazzanise Marcello Vaio, la sottosegretaria Pina Castiello e il referente campano del partito Cantalamessa). A Salvini il popolo aversano offre anche dei doni. «Non sapevo fosse Natale», afferma il vicepremier ricevendo prima in omaggio una pizza con su scritto il suo nome dal pizzaiolo campione mondiale Valentino Libro, poi addirittura un suo ritratto. «Mio capitano, darei la vita per le tue idee che sono anche le mie», dice l'autore del quadro al premier che intanto tentenna nell'annunciare dove intende affiggerlo.
IL CUB INSODDISFATTO
Dal pubblico, qualcuno fa notare a Salvini che ci sono anche delle stelle. «Sono più di cinque», risponde evitando polemiche sui grillini. In strada lo fermano anche i lavoratori del Cub, senza risposte da anni. «Ci ha detto che l'amministratore del Cub è di sinistra commentano i lavoratori non è che ci ha dato grande soddisfazione, a dire la verità. Ci aspettavamo qualcosa in più».
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