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04/11/2020

Prezzi troppo bassi, Ance avvisa il Comune Il restyling dell’Euganeo è a rischio ricorsi

Il Mattino di Padova - Claudio Malfitano

Lettera dell'associazione costruttori: «Nessuna azienda può reggere quei costi. Quell'appalto va annullato e riscritto» il caso a palazzo moroni
Claudio MalfitanoPrezzi sottostimati, errori «grossolani», concorrenza azzerata. L'Ance, l'associazione dei costruttori edili padovani, mette sotto accusa l'appalto per il restyling dello stadio Euganeo e ne chiede l'annullamento al Comune. Ma Palazzo Moroni ignora l'avviso, con il rischio però di una diatriba giudiziaria che potrebbe ritardare l'avvio dei lavori per la nuova Curva Sud e i due nuovi palazzetti polifunzionali. «Ruspe in campo a dicembre», ha infatti annunciato l'assessore allo sport Diego Bonavina. Da notare, però, che nessuna impresa padovana ha partecipato alla gara. Co sono solo quattro ditte: due romane, una di Rimini e una di Bergamo.Prezzi eccessivamente ridottiLe contestazioni al bando di gara sono state inviate a Palazzo Moroni con una lettera firmata dal presidente dell'Ance Mauro Cazzaro e indirizzata al vicesindaco Andrea Micalizzi (che è anche assessore ai lavori pubblici), al caposettore Emanuele Nichele (che però è tornato a lavorare a Cittadella), al responsabile del procedimento Stefano Benvegnù e al caposettore dei contratti Paolo Castellani. Una lettera inviata a metà settembre, quindi più di un mese e mezzo fa. Oggi l'appalto è in fase di aggiudicazione.Qual è dunque la principale contestazione dell'associazione dei costruttori? L'esiguità dei prezzi inseriti nel computo-metrico allegato al bando di gara. In particolare rispetto al prezzario della Regione che peraltro risale al 2014 ed è definito «già obsoleto e superato». Gli esempio sono chiari: le barre di acciaio sono valutate il 23% in meno di quanto previsto, le tinteggiature bianche per interni ribassate del 43%, addirittura per il massetto alleggerito si chiede uno sconto del 53%. Prezzi che, secondo l'Ance, «risultano anche molti inferiori ai costi di solo acquisto del materiale offerto dai subappaltatori e fornitori - si legge nella lettera - A tali costi l'azienda deve sommare le percentuali relative alle spese generali e utile d'impresa». Criteri sbagliati«Le analisi dei prezzi allegate alla documentazione di gara riportano errori grossolani - prosegue la missiva - La gara prevede il criterio di aggiudicazione con l'offerta economicamente vantaggiosa, che comporta la proposta di varie migliorie tecniche, e che vanno ulteriormente ad incidere sull'offerta economica». In pratica le aziende sono anche costrette a proporre migliorie per potersi aggiudicare l'appalto. Ma i costi salirebbero ancora: «Qualsiasi azienda sarebbe in difficoltà a giustificare la congruità dell'offerta, anche offrendo un ribasso minimo». La contestazione alla giunta, dunque, è quella di non avere effettuato «un'attenta verifica in ordine alla congruità del prezzo a base d'asta». concorrenza mancataSe i parametri dei costi non corrispondono all'andamento dei prezzi del mercato - osserva l'Anci - diventa impossibile qualsiasi tipo di reale concorrenza. Ed è questo probabilmente l'aspetto più insidioso per l'amministrazione, perché apre a possibili ricorsi al Tar di aziende non vincitrici o che non hanno neppure partecipato alla gara d'appalto.Da qui quindi l'avviso che Ance aveva mandato per tempo a Palazzo Moroni: «Le circostanze descritte limitano palesemente la massima partecipazione e la concorrenza, in termini economici, alla gara - sottolinea la lettera - Alla luce di tutto ciò chiediamo di voler disporre una verifica dei documenti di gara e valutare una sospensione della stessa per poter procedere all'adozione degli opportuni provvedimenti correttivi necessari a consentire la formulazione di offerte sostenibili e remunerative». Ma Palazzo Moroni, come detto, ha tirato dritto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA