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03/07/2021

Prevenzione legionella inchiesta sugli appalti Perquisizioni e 19 indagati

La Repubblica - Dario Del Porto

Il caso
La Finanza sequestra pc in 8 aziende Il sospetto: atti falsi per aggirare i controlli del ministero
Con 19 indagati e una trentina di perquisizioni si apre un nuovo filone delle indagini della Procura sugli appalti nel settore della sanità.
All'esame dei magistrati ci sono le procedure di affidamento e di gestione delle gare riguardanti le attività prevenzione e il contrasto della legionella nelle strutture dell'Asl Napoli 1. Su disposizione dei pm Antonello Ardituro, Simone de Roxas, Maria Di Mauro e Henry John Woodcock, il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha perquisito imprenditori, funzionari e aziende. Altra documentazione, cartacea e informatica, è stata acquisita presso gli uffici dell'azienda sanitaria.
Si indaga con le ipotesi di corruzione, turbativa d'asta e falso. Fra le 19 persone sotto inchiesta figurano l'ex consigliere regionale di centrodestra Luciano Passariello (assistito dall'avvocato Giuseppe Ricciulli), l'ingegnere Claudio Ragosta, già dirigente dell'Asl ma da tempo in pensione (difeso dall'avvocato Giuseppe Vitiello), l'architetto e consulente dell'Asl Antonio Bruno (difeso dall'avvocato Bruno Larosa), l'imprenditore Antonio Martino (assistito dall'avvocato Giuseppe de Angelis) e il padre Arcangelo, quest'ultimo già assessore comunale socialista negli anni '90, successivamente coinvolto nell'inchiesta sul caso P3 e sul falso dossier confezionato nel 2010 nel tentativo, poi fallito, di bloccare la candidatura di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione. Tutti potranno fornire chiarimenti nei successivi passaggi del procedimento. Lo spettro investigativo è ancora in massima parte coperto e in questa fase l'iniziativa degli inquirenti non va interpretata come un'affermazione di responsabilità ma costituisce un passo necessario per cercare riscontri agli spunti emersi in questi mesi di lavoro. I finanzieri hanno sequestrato telefoni cellulari, computer e supporti informatici anche nelle sedi di otto aziende nei confronti delle quali non vengono al momento formulate contestazioni. Al centro delle indagini c'è tutta la catena di interventi che hanno interessato un settore strategico per le strutture sanitarie come quello della prevenzione della diffusione del batterio della legionella: con riferimento non solo alle procedure di aggiudicazione di appalti e subappalti, ma anche riguardo ai controlli sulle ditte incaricate e dunque al servizio effettivamente garantito all'azienda sanitaria, agli utenti, al personale e di conseguenza alla collettività.
I magistrati stanno esaminando inoltre la fase della liquidazione dei mandati di pagamento e lavorano su quanto emerso dai controlli disposti nella seconda metà dello scorso mese di marzo, nella fase più acuta della seconda ondata della pandemia da Covid-19, dagli ispettori del Ministero della Salute e dai carabinieri del Nas.
Il sospetto è che sia stata predisposta una documentazione falsa allo scopo di nascondere alle verifiche amministrative possibili falle nel sistema predisposto per la prevenzione del rischio-legionella. Da qui l'esigenza di raccogliere tutti gli atti utili a ricostruire con esattezza sia l'iter delle gare, sia quanto accaduto nella fase esecutiva.

Foto: Giustizia La sede della Procura della Repubblica al Centro direzionale