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03/07/2019

Prestazioni subappaltabili, quota massima del 40 per cento

Il Sole 24 Ore Dossier - Ilaria Madeo Pierdanilo Melandro

Esecuzione I RAPPORTI CON I TERZI
Sospeso l'obbligo di indicazione preventiva della terna dei subappaltatori
Dopo un iter parlamentare tormentato, la legge 55/2019 sigla il compromesso in materia di subappalto. La nuova disciplina, nonostante il lungo travaglio, non sembra tuttavia superare le obiezioni mosse dalla Commissione europea con la lettera di messa in mora inviata all'Italia nell'ambito della procedura d'infrazione 2018/2273 e risolve solo in minima parte le criticità che hanno caratterizzato l'istituto sin dall'entrata in vigore del decreto legislativo 50/2016. Anzitutto, si evidenzia che le disposizioni che rivedono il subappalto rientrano tra le modifiche temporanee, in quanto le sospensioni/deroghe introdotte all'articolo 105 si riferiscono al periodo temporale che va dall'entrata in vigore delle stesse sino al 31 dicembre 2020, pur non ricadendo tra le disposizioni che il governo dovrà monitorare ai fini della relazione da presentare alle Camere entro la fine del novembre 2020. Le novità più rilevanti sono, certamente, l'innalzamento della quota massima delle prestazioni subappaltabili e l'eliminazione dell'obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori. oscillazione del limite Con riferimento alla quota subappaltabile si ricorda che con il decreto legge 32/2019 era stata innalzata dal 30% del valore dell'appalto sino al 50%; con la legge di conversione, invece, detta quota è stata nuovamente abbassata ma sino alla soglia del 40% dell'importo complessivo del contratto, fatta salva l'operatività del tetto del 30% per le opere cosiddette super-specialistiche. Contestualmente, viene rimessa alle stazioni appaltanti la scelta in ordine alla percentuale di prestazioni subappaltabili - sempre entro il limite del 40%che dovrà quindi essere indicata nel bando di gara. In sintesi, la misura delle prestazioni subappaltabili potrà variare da zero al 40% dell'importo del contratto in base ad una precisa scelta dell'amministrazione, che sarà indicata nel bando di gara. Sul punto preme rammentare che, benché l'apposizione del limite al subappalto sia stata anche in passato oggetto di precedenti procedure di infrazione comunitarie, la scelta operata dal legislatore nazionale si fonda su principi di ordine sociale enunciati, peraltro, all'articolo 36 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue). Il rigore che ha caratterizzato la disciplina del subappalto trae, altresì, fondamento nel Considerando 41 della stessa direttiva 24/2014/ Ue che sancisce, espressamente, il principio di salvaguardia dell'ordine pubblico. Infatti, in passato il subappalto sovente è stato utilizzato in maniera fraudolenta al fine di eludere le regole di gara e acquisire commesse pubbliche indebitamente. In quest'ottica appare, dunque, condivisibile la scelta del legislatore di non eliminare il limite alla quota subappaltabile. disciplinari da modificare Un'ulteriore rilevante modifica afferisce alla sospensione dell'obbligo dell'indicazione preventiva della terna dei subappaltatori. Si ricorda che tale obbligo sussisteva: e per gli appalti di lavori, forniture e servizi di importo pari o superiore alle soglie comunitarie; r per tutti gli appalti, a prescindere dall'entità dell'importo, che avessero ad oggetto attività a più alto rischio di infiltrazione mafiosa, come individuate dalla legge 190/2012 (articolo 1, comma 53). Le stazioni appaltanti dovranno, quindi, adeguare i disciplinari di gara, eliminando la parte che regolava l'obbligo di presentazione della terna e i connessi obblighi di presentazione del documento di gara unico europeo relativo ai requisiti dei subappaltatori. Si ricollega a quest'ultima modifica la sospensione della verifica da compiere in sede di gara relativamente ai requisiti generali del subappaltatore. A ben vedere, si tratta di una novità procedurale, limitata dunque all'attività di verifica da compiere in sede di gara, che si è resa necessaria al fine di coordinare l'intervento in materia di subappalto con le modifiche apportate all'articolo 80, in sede di conversione del Dl 32/2019, Permane, infatti, l'obbligo previsto dalla lettera d) del comma 4, secondo cui il subappaltatore non deve essere soggetto a cause di esclusione. Se ne ricava che, per effetto delle novità introdotte, sino al 31 dicembre 2020 la verifica non avverrà più in sede di gara, ma dovrà essere effettuata al momento del deposito del contratto di subappalto, riguardando la dichiarazione del subappaltatore, da rendere ai sensi del comma. il ritorno Da ultimo, si evidenzia che rispetto al testo originario del Dl 32/2019 sono tornate applicabili due disposizioni che, con il decreto sblocca cantieri, erano state abrogate. Ci si riferisce, in particolare: e al divieto di subappaltare a soggetti che avessero a propria volta partecipato alla procedura (vengono dunque ignorate le obiezioni sollevate dalla citata procedura di infrazione sul punto); r all'obbligo per la stazione appaltante di corrispondere «direttamente al subappaltatore, al cottimista, al prestatore di servizi ed al fornitore di beni o lavori, l'importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite» in caso di inadempimento da parte dell'appaltatore o comunque, in ogni caso, a semplice richiesta del subappaltatore. Pertanto, nella fase di esecuzione, le stazioni appaltanti dovranno tener conto del ripristino dell'obbligo di remunerare i subappaltatori in presenza di micro o piccole imprese.

passo indietro rispetto al decreto legge

Confini più ristretti La legge 55/2019 ha portato la quota subappaltabile al 40% del valore dell'appalto, dopo che il decreto sblocca cantieri aveva innalzato la soglia al 50% rispetto alla quota precedente (30%). Viene fatta salva l'operatività del tetto del 30% per le opere cosiddette superspecialistiche Indicazione eliminata La legge di conversione sospende anche l'obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori, sussistente per gli appalti di lavori, forniture e servizi di importo pari o superiore alle soglie comunitarie, nonchè per tutti gli appalti riguardanti attività a più alto rischio di infiltrazione mafiosa

in nome della concorrenza nessuna commistione tra l'affidamento dell'appalto e la sua esecuzione

Ritorno all'antico Il divieto per l'aggiudicatario di affidare parte dei lavori in subappalto o in subaffidamento a imprese che abbiano partecipato alla stessa procedura, cancellato dal decreto sblocca cantieri, è stato reintrodotto in sede di legge di conversione Rilievi europei La modifica apportata nel dl sblocca cantieri era stata introdotta per superare una specifica censura della Commissione Ue