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22/10/2020

Pressing dell’Ance sul Governo per evitare un altro lockdown

Corriere dell'Umbria

L'associazione dei costruttori edili, che riunisce oltre 20 mila imprese in tutta Italia, chiede la proroga per due anni del superbonus
Obiettivo sui giovani "Dobbiamo favorire il lavoro e non limitarci ai sussidi"
di Alessandro Banfo ROMA K L'Italia non può permettersi un nuovo lockdown generale, servono "scelte coraggiose" in un 2020 nel quale il settore delle costruzioni ha registrato un calo del 13%. Nella sua prima assemblea annuale da remoto, viste le nuove normative anticontagio, Ance lancia messaggi decisi al Governo, chiedendo di accelerare sul codice degli appalti e una maggiore coesione tra esecutivo e Parlamento, con una "catena decisionale chiara". "È necessario accelerare con una ripartenza non solo del comparto, ma di tutto il Paese. L'Italia non può e non deve fermarsi ancora - dice in apertura ilpresidente Gabriele Buia. Abbiamo gli strumenti per continuare a lavorare in sicurezza, manteniamo i nervi saldi". L'associazione dei costruttori edili, che riunisce oltre 20 mila imprese, valuta come condivisibili gli ultimi decreti (definiti però "soluzioni tampone") e promuove il superbonus al 110%: "È l'unico strumento di rilancio dell'economia messo in campo finora. È strategico dargli due anni di proroga". Di fatto un invito prontamente ricevuto dal titolare dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, che replica subito in collegamento video: "Noi puntiamo a una proroga importante dello strumento, è d'obbligo proporre l'utilizzo di parte delle risorse che arriveranno dall'Europa con il Recovery Fund". Proprio il superbonus potrebbe produrre investimenti per sei miliardi di euro e rivitalizzare il settore delle costruzioni, che ha registrato un calo del 13% della produzione quest'anno. L'idea dell'Ance è quella di investire i fondi europei sulle nuove generazioni e stoppare l'idea "che stare a casa con un sussidio sia meglio di sporcarsi le mani in cantiere". Secondo l'associazione dei 5.89 miliardi programmati a partire dal 2010 per il dissesto idrogeologico le Regioni hanno speso solo il 26,3% (1.53 miliardi).

Foto: Edilizia In calo del 13% nell'ultimo anno