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02/04/2021

Presidio al Centro olio Eni «Serve un piano strategico»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

ESTRAZIONI PETROLIFERE LA MOBILITAZIONE DI CGIL, CISL E UIL
I sindacati invocano sostenibilità ambientale, transizione e occupazione
MASSIMO BRANCATI l Puntare sulla transizione energetica per garantire un futuro che guardi oltre le estrazioni, assicurare trasparenza nei cambi di appalto e garantire buona occupazione con il rispetto del patto di sito mantenimento dei diritti e delle condizioni economiche dei lavoratori. Queste le richieste avanzate dalla manifestazione organizzata ieri mattina dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) davanti al Centro olio dell'Eni in Val d'Agri. Un sit-in partecipato da circa 200 persone che hanno lanciato un appello alla Regione per seguire una strategia di sviluppo non solo in Val d'Agri, ma in tutta la Basilicata. I lavoratori della filiera estrattiva che fa capo al Centro olio si sono fermati per due ore per un'assemblea fuori dai cancelli dello stabilimento. I manifestanti non hanno mancato di lamentare l'assenza amministratori locali e regionali al sit in di protesta. Alla Regione oltre alla richiesta di accelerare sul rinnovo della concessione per le estrazioni scaduta da oltre un anno, anche quella di costringere la compagnia del cane a sei zampe a far rispettare i patti. I sindacati lamentano che con i cambi di appalto si perdono ogni volta posti di lavoro. L'ultima disavventura quella di 8 lavoratori di un'azienda dell'in dotto: sono stati messi in cassa integrazione perché l'azienda che ha vinto il nuovo appalto non sembra intenzionata a fornire le stesse garanzie contrattuali ed economiche di quella precedente che aveva all'interno dell'impianto petrolifero Eni le stesse mansioni. Nel 2012 era stato firmato il cosiddetto «patto di sito» che prevedeva continuità delle maestranze anche a fronte del cambio di appalto, ma quegli accordi, secondo i sindacati, vengono costantemente disapplicati e da un po' di tempo i lavoratori si sentono più precari. «Il patto di sito va rivisto profondamente», sottolineano i sindacati. Che poi evidenziano come l'obiettivo sia quello di realizzare un piano per il lavoro e lo sviluppo che tenga conto della transizione energetica. «L'Eni punta a decarbonizzare entro il 2050 - dice Angelo Summa, segretario generale della Cgil lucana - e per questo sta investendo in tutto il mondo nella transizione energetica. Ma in Basilicata non si capisce ancora cosa intenda fare. Rischiamo di essere la regione che resta legata al fossile senza nessun'al tra prospettiva di sviluppo». E i sindacati cosa propongono? Secondo Summa «l'Eni dovrebbe candidare la Basilicata ad hub dell'idrogeno». I segretari di Cgil, Cisl e Uil Summa, Gambardella e Tortorelli ribadiscono la necessità di assicurare «nel pieno rispetto della legalità un punto di stabilità tra petrolio, tutela della salute e difesa dell'am biente». Obiettivo prioritario è rimettere al centro il tema della Transizione Energetica al fine di garantire un futuro che guardi oltre le estrazioni e assicurare trasparenza nei cambi di appalto e buona occupazione con il mantenimento dei diritti e delle condizioni economiche dei lavoratori.

Foto: VIGGIANO I segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Summa, Vincenzo Tortorelli ed Enrico Gambardella


Foto: VIGGIANO L'incontro di ieri davanti al Centro olio