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12/05/2020

«Presìdi periferici fondamentali per la diagnostica»

Il Mattino

IL SINDACO DI CHIUSANO: SERVIZI DA POTENZIARE, SUI KIT VELOCI HO LAVORATO D'ANTICIPO ESERCITANDO IL MIO RUOLO
Edoardo Sirignano
«Pur nella ristrettezza funzionale i presidi sanitari periferici hanno svolto un ruolo determinante nella gestione dell'emergenza e il loro potenziamento in un'ottica di specificità diagnostica è imprescindibile». È la strada indicata da Carmine De Angelis, sindaco di Chiusano, distintosi per aver anticipato, a più riprese, Palazzo Santa Lucia
su iniziative come i test rapidi.
De Angelis, Avellino tra le province più colpite dal Covid. Cosa non ha funzionato?
«Il dato irpino soffre di quello di Ariano, che ha subito più di tutti una serie di concause: l'esplosione ospedalizzata del virus, la disarticolazione funzionale tra Asl ed esercizio della podestà dell'autonomia locale, l'eccezionalità temporale dell'evento. Il paziente zero, infatti, ha inoculato l'agente in un periodo imprevisto o poco attenzionato».
Tra le cause della diffusione del contagio la poca sinergia tra ospedali e territorio. Come migliorarla?
«Occorre una strategia del controllo immunitario. In una situazione di imponderabilità degli effetti, l'elemento pre-diagnostico è fondamentale. La realizzazione di protocolli di sicurezza tra enti locali e distretti sanitari appare necessaria, proprio dove ad oggi è mancata una sede di raccordo».
Nella pandemia hanno svolto un ruolo basilare i presidi sanitari periferici. È giusto potenziarli?
«Quando ci sono imprevedibilità è difficile parlare di immediatezza. Questo presidi, però, hanno svolto un ruolo determinante nella gestione dell'emergenza e il loro potenziamento è imprescindibile».
Si è dibattuto a lungo sui tagli alla sanità. A chi attribuirli?
«Da oltre 15 anni l'intero settore subisce tagli necessari al rientro dei debiti e propedeutici alla riorganizzazione per costi, quest'ultima voluta da una legislazione statuale commissariale. Parte dei fallimenti sanitari sono stati ereditati nei primi anni del 2000. Basterebbe leggere i report del Ministero per trovare colpe e responsabilità».
Il modello De Luca ha funzionato?
«Si giudica una gestione per atti, non per appuntamenti comunicativi. La Campania è ultima per tamponi, pur essendo i dati del contagio simili a tutto il Centro-Sud. In 3 mesi il Governatore prima ha parlato di epidemia influenzale, poi di ecatombe, poi di chiusura con lanciafiamme e infine di apertura con ordinanze, una al giorno, scritte e riscritte con i piedi. Si sono buttati tanti fondi europei: dal milione di kit veloci scomparsi al monitoraggio a tappeto, dai bandi Soresa, in barba al codice degli appalti, sino ai 6 milioni di euro per mascherine donate a fine emergenza, dall'utilizzo di circa 20 milioni per container a fronte di presidi precari o strutture abbandonate, passando ai 700 milioni parcellizzati in azioni economiche che non produrranno crescita, né riduzione della pressione fiscale. Il tempo, però, è galantuomo e le ubriacature da web lasceranno posto alla dura realtà».
De Angelis è tra i sindaci che hanno agito in autonomia dalla Regione. Perché?
«Ho agito come la legge impone anche di fronte a un'assenza di leale collaborazione tra Regione ed enti locali, che non sono mai stati ascoltati. Ho anticipato, pertanto, soluzioni: dall'acquisto dei kit velici (modello ripreso dalla Provincia) al monitoraggio territoriale con saturimetri, dalla donazione sin da febbraio delle mascherine a ogni persona ogni 15 giorni (unico caso in Italia) fino alla realizzazione di un ospedale 4.0, ovvero un monitoraggio delle persone in quarantena tramite web e smartwatch. Se agire da soli significa fare questo, mi sento di dire che sono lieto di averlo fatto».
Si avvicinano le regionali, è questa l'occasione per presentare una proposta nuova in termini di servizi?
«Chiusano si è candidata come capofila dell'Area vasta, partecipando a Smart Rural, bando innovativo europeo che prevede la rifunzionalizzazione dei borghi in presidi assistenziali di base passando per l'efficientamento energetico e la mobilità green, dalla medicalizzazione hi-tech all'implementazione dell'agricoltura tramite e-commerce e ingegneria alimentare biomedicale. Ho sempre sostenuto che l'Area vasta è un flessibile strumento per utilizzare al meglio i finanziamenti. E se oggi nella programmazione c'è un fondo europeo dedicato significa che abbiamo precorso tempi e soluzioni».
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