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18/10/2018

Presentato ricorso al Tar per l’appalto è bufera sulla scuola super tecnologica

Corriere Adriatico

IL CONTENZIOSO
ALBA ADRIATICA Sui lavori di rifacimento della scuola media Fermi la spada di Damocle del ricorso al Tar. Una delle cinque ditte che ha partecipato e perso l'ultima gara d'appalto per il secondo stralcio dell'opera ha infatti impugnato l'atto di aggiudicazione davanti al tribunale amministrativo chiedendone l'annullamento. Un ricorso che naturalmente tiene con il fiato sospeso l'amministrazione e le famiglie albensi che, in caso di accoglimento della richiesta di sospensiva, assisterebbero allo stop dei lavori per diversi mesi. Almeno fino alla sentenza definitiva: una mazzata tremenda sulle speranze di amministratori e cittadini che dal 2013, con la dichiarazione di inagibilità della vecchia ala della scuola media, demolita nel 2017, vivono questa situazione di emergenza.
Lo stralcio
La gara d'appalto è quella relativa al secondo stralcio dei lavori per un importo di circa 1 milione e 200mila euro. I lavori sono stati già affidati ad una società di Sant'Omero dalla Centrale unica di committenza dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata, attraverso il criterio del massimo ribasso. Una delle società, un'azienda ravennate, ha però impugnato il verbale di gara chiedendone l'annullamento previa sospensiva della stessa procedura. Dal Comune, in ogni caso, arrivano segnali distensivi sull'esito positivo del contenzioso. Il passaggio cruciale sarà quello previsto la prossima settimana quando il tribunale amministrativo si esprimerà sulla richiesta di sospensiva. Di recente l'amministrazione aveva approvato una variazione di bilancio per stanziare i soldi necessari ed affidarsi ad un legale che difenda l'ente. La pratica estremamente delicata è stata affidata all'avvocato Pietro Referenza: nel caso il Tar dovesse accogliere il ricorso, ossia concedere la sospensiva in attesa del giudizio di merito, i lavori potrebbero subire uno stop prolungato e tutto il programma di ricostruzione della scuola andrebbe rivisto. E i tempi perché gli alunni fruiscano del nuovo plesso scolastico (nel 2020) non verrebbero rispettati: gli albensi hanno ancora in mente il tribolato iter della scuola materna di via dei Ludi tra ricorsi al Tar e fallimenti di ditte appaltatrici. Insomma si spera che strada facendo non ci siano incidenti di percorso per quella che si candida a diventare una delle scuole più all'avanguardia in termini di sicurezza e di risparmio energetico. Sarà infatti il primo edificio pubblico in Abruzzo di categoria Nzeb cioè ad energia quasi zero. Il plesso sarà alimentato da pompe di calore e impianto fotovoltaico.
L'isolamento
Attraverso un elevato grado di isolamento, grazie all'utilizzo di sistemi di diffusione del calore a bassa temperatura ed un impianto di illuminazione interamente a tecnologia led, la scuola sarà alimentata quasi interamente dall'impianto fotovoltaico. Il risparmio energetico del nuovo edificio offrirà quindi al Comune la possibilità di accedere a nuovi finanziamenti, potendo recuperare parte del mutuo ventennale di 4 milioni e mezzo di euro acceso per abbattere e ricostruire l'ala inagibile. Quello che verrà realizzato sarà a tutti gli effetti un nuovo plesso scolastico considerato che il patrimonio dell'edificio subirà, in termini di superficie, un aumento del 26% rispetto allo stato preesistente all'ordinanza di chiusura e della successiva demolizione.
Davide Crisci
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