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28/09/2021

” Premier e Parlamento, la zuffa riguarda la torta degli appalti

Il Fatto Quotidiano - Roberta Zunini

L ' INTERVISTA • Claudia Gazzini L ' analista e la crisi in Libia
Dbeibeh guida un governo di transizione, ma si comporta da capo di un vero esecutivo Il primo ministro agisce in modo inappropriato; non potrebbe c o i n vo l g e r e imprese straniere
Mancano solo tre mesi alle elezioni parlamentari e presidenziali libiche, ma più si avvicina la fatidica data del 24 dicembre più il quadro politico e militare si va complicando, tanto che le elezioni sembrano sul punto di saltare. Se accadesse, il generale Haftar, che ha appena dismesso la propria divisa militare per partecipare alla corsa presidenziale, non la prenderebbe bene, ma neanche i libici, che soffrono per la mancanza di salari e servizi oltre che di sicurezza. Abbiamo chiesto a Claudia Gazzini, analista per la Libia dell ' International Crisis Group, già consigliera politica dell ' ex inviato dell ' Onu, Ghassan Salamé, di spiegarci perché nei giorni scorsi il Parlamento di Tobruk, presieduto da Aguila Saleh, avesse sfiduciato il premier ad interim Abdulhamid Dbeibeh, pur senza chiederne le dimissioni. A Tripoli, va ricordato, considerano questa mozione illegale sulla base di una legge del 2015 in cui sono richiesti più voti affinché sia valida. " Da mesi i parlamentari accusano il governo di transizione di agire come se si trattasse di un esecutivo vero e proprio. Nello specifico accusano il premier di aver firmato numerosi contratti preliminari per la ricostruzione con alcune nazioni, ultima l ' Egitto, e usato impropriamente i fondi pubblici quando invece si sarebbe dovuto occupare per legge solo di gestire gli affari correnti come tutti i governi provvisori " . Si tratta dunque di faide intestine per la spartizione della torta della ricostruzione dove le mazzette si camuffano facilmente nei suoi vari strati ? Che questo sia uno dei motivi reali è molto probabile, resta il fatto che Dbeibeh agisce in modo inappropriato visto che non potrebbe firmare contratti, seppur preliminari, con alcuna impresa straniera data la natura provvisoria del proprio mandato. In questo senso, vale la pena sottolineare che a mostrare la propria contrarietà all ' o p e rat o del governo vi sono anche politici tripolini che tradizionalmente dovrebbero sostenere Dbeibeh. A questo proposito, come vanno letti gli scontri tra milizie armate tutte afferenti al governo tripolino avvenuti una decina di giorni fa nella Capitale ? Si tratta del risultato sul campo tripolino delle tensioni tra vari gruppi di interesse, tra fazioni cioè che vogliono che Dbeibeh porti avanti questi contratti per prendersi la propria quota, e chi non ne trae vantaggio. Dbeibeh ha criticato la mozione di sfiducia contro di lui e ha chiesto pubblicamente ai propri sostenitori di scendere in piazza ieri. Perché il premier ha fatto questo a p p e l l o? Il Parlamento in pratica sta dicendo al premier di fare solo ciò per cui era stato nominato, come per esempio pagare gli stipendi. Dbeibeh però sta cercando di capitalizzare la sfiducia per aizzare una campagna contro il Parlamento stesso allo scopo di farlo cadere. Questa reazione ha colto di sorpresa il Parlamento stesso il cui ruolo è fondamentale per il varo della legge elettorale senza cui non sarà possibile andare a elezioni. Intanto il Consiglio di Sicurezza dell ' Onu non è riuscito a votare il rinnovo della missione di supporto Unsmil, approvando solo una proroga fino al 30 settembre. Da cosa deriva questa impasse delle Nazioni Unite ? Parlerei piuttosto di una assenza di mediazione da parte dell ' Onu. L ' inviato Jan Kubis non fa mediazione attiva e ha accettato senza fiatare la legge elettorale per le presidenziali voluta unilateralmente da Saleh pur non essendoci state consultazioni e votazioni in merito. E ora che il Parlamento ritarda il varo della legge elettorale relativa alle consultazioni parlamentari, Kubis si trova in difficoltà. La comunità internazionale è del tutto insoddisfatta da questo inviato basato a Ginevra e sostiene che serva tornare al modello di inviato a Tripoli. La ragione per cui non è stata rinnovata la missione Unsmil è dovuta proprio al fatto che nella risoluzione del Consiglio di Sicurezza si prevede che il nuovo inviato speciale dovrà essere basato a Tripoli, depennando di fatto Kubis. EX CONSIGLIERA D E L L ' I N V I ATO ONU SALAMÈ DAL 2012 Claudia Gazzini è analista specializzata in Libia nell ' International Crisis Group, organizzazione indipendente che analizza vecchi e nuovi conflitti " per definire politiche che costruiscano un mondo più pacifico " . Gazzini tra il 2017 e il 2018 ha lavorato anche con il consigliere Ghassan Salamè, capo della missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil). Prima di entrare n e l l ' Icg Gazzini ha lavorato con la Associated Press e con la Reuters

Foto: Elezioni dopo la guerra civile Il premier Dbeibeh a Tripoli. Il 24 dicembre la data del voto FOTO ANSA