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22/06/2019

Prefettura proroga bis per l’emergenza

La Repubblica - Maria Cristina Carratù

IL PIANO
Arriva un nuovo bando per i gestori dei Cas ma per i fondi tagliati rischia di andare deserto
A nove giorni dalla scadenza (il 30 giugno) della proroga del bando per l'accoglienza dei richiedenti asilo nei Cas in base alle norme precedenti al decreto sicurezza dello scorso ottobre, la prefettura di Firenze corre ai ripari con un nuovo bando. O almeno ci prova.
Firmato lo scorso 7 giugno, con scadenza delle offerte il 15 luglio, sono stati messi a gara nell'area della Città metropolitana di Firenze 1500 posti, suddivisi in diverse categorie a seconda della tipologia delle strutture (e cioè, 650 in singole unità abitative fino a 50 posti, 450 in centri al massimo di 50 posti, 400 in centri dai 51 ai 300 posti). Il bando applica le nuove norme introdotte dal giro di vite di Salvini, con il taglio netto delle risorse per l'accoglienza dei richiedenti asilo e l'eliminazione di fatto delle attività collaterali (corsi di lingua, scolarizzazione, formazione professionale), che fino ad oggi hanno caratterizzato l'accoglienza in Toscana, e indispensabili per una vera integrazione.
Ma proprio per questo anche il nuovo bando potrebbe risolversi in un buco nell'acqua, come già il precedente, aperto in aprile e chiuso l'8 maggio scorso con appena 285 offerte su un totale di 1800 posti messi a gara. Da sempre contrari al decreto sicurezza, che smantella di fatto anni e anni di lavoro e di professionalità maturate nei territori, i gestori dei Cas, associazioni, cooperative, consorzi, onlus, l'hanno disertato quasi in massa, con i maggiori, fra cui Consorzio Coeso, Diaconia Valdese, Oxfam, Albatros, Cristoforo, Cenacolo, che non si sono proprio presentati, e altri che hanno offerto il minimo sostenibile. Col risultato che la prefettura, dopo aver proposto una proroga della gestione riformulata in base alle nuove norme, ricevendone un secco rifiuto, ha dovuto poi lasciare tutto come stava, e concederla in base alle norme pre-decreto Salvini. Quella appunto che scade il 30 giugno prossimo e grazie alla quale associazioni, cooperative, consorzi e onlus stanno proseguendo l'accoglienza di 1400 persone in 133 strutture dell'area metropolitana. I gestori dicono adesso di essere «ancora impegnati nella valutazione» del nuovo bando, ma, dato che poco è cambiato dal precedente, tutto lascia pensare che si stiano preparando a una diserzione bis. Un pericolo che la prefetta Laura Lega ha ben presente. Ieri, in un comunicato, ha sottolineato l'importanza di «garantire senza interruzioni l'accoglienza in atto». In caso contrario, è la deduzione implicita, non resterà che cercare altre strutture anche fuori da Firenze e dalla Toscana. Strutture che, data le necessità dei gestori di economizzare al massimo, saranno per forza di grandi dimensioni. Il che vanificherebbe definitivamente gli importanti risultati ottenuti finora in questa regione attraverso un sistema diffuso di piccole strutture ben integrate nei territori.
Ma non solo. Il nuovo bando entrerà in vigore dal 1°ottobre, ma la proroga del vecchio regime scade già il 30 giugno. Anche ammesso che qualcuno partecipi al nuovo bando, insomma, sarà in grado di aprire le strutture solo fra tre mesi. Il problema è quindi di evitare che già fra nove giorni 1400 migranti siano lasciati a se stessi. Da qui l'intento della Prefettura, reso noto ieri da fonti interne, di farsi autorizzare dal ministero una ulteriore proroga tecnica del vecchio regime, per il tempo «strettamente necessario» all'espletamento delle procedure di gara. Una proroga della proroga che rischia di rendere ulteriormente surreale una situazione già caotica. E per di più senza nessuna garanzia che da ottobre i posti messi a gara siano coperti. In tal caso, con la proroga bis, il vuoto dell'accoglienza non verrebbe risolto, ma soltanto rimandato.

Foto: Prefetta Laura Lega è prefetta di Firenze dal luglio del 2018