scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
30/04/2021

Prefazione

Libero - PIETRO SENALDI

I 210 miliardi del Recovery Fund, per lo più a debito, che l'Europa elargisce all'Italia per risollevarsi dai danni delle chiusure dovute al Covid sono un bivio. Da una parte, la speranza di far ripartire l'economia, dall'altra, la possibilità di perdere l'ennesima occasione, stavolta l'ultima, e imboccare definitivamente la via del declino irreversibile. Non possiamo lasciare questa montagna di quattrini che i nostri figli e nipoti dovranno ripagare per tutta la loro vita in pasto alle leggi e alla burocrazia attuale. Le prime sono ormai un inestricabile groviglio, funzionale solo a frustrare la libera impresa e spostare ogni potere nelle mani della magistratura, la seconda è la tassa più pesante, che grava sulle imprese per 31 miliardi l'anno. Questo volume sulla semplificazione amministrativa, curato da Lettemiil pensatoio, creato dal professor Giuseppe Valditara, che riunisce oltre 320 studiosi di varie discipline, contiene dodici interventi di personalità di primo piano con altrettanti suggerimenti su come impiegare al meglio il denaro di cui disporremo in via straordinaria. I soldi sono la benzina, l'Italia è la macchina in panne, "Per ricostruire liberiamo l'Italia" è l'officina che può rimetterla in corsa, le proposte degli esperti sono la messa a punto, un manifesto su quel che andrebbe fatto prima di accendere il motore. Nei prossimi quattro anni lo Stato assumerà trentamila persone per far viaggiare a tutta velocità il Paese, ma se non si cambiano le regole sarà tutto inutile; peggio, sarà dannoso. Il passo indifferibile è cambiare la legge sugli appalti, la più complicata e densa di norme in Europa. Tre sono le direttrici. La prima è quella culturale, con un radicale cambio d'approccio dello Stato nei confronti di chi vuol fare impresa e si offre di aiutarlo nella realizzazione di grandi opere pubbliche, ma non solo. Oggi chi presenta un progetto è visto con sospetto. Deve invece essere accolto come un portatore di opportunità per il Paese e ricchezza per tutti. Ne consegue un cambio dell'approccio giuridico, con l'abolizione del reato di abuso d'ufficio, che è un deterrente non a delinquere bensì ad agire, e una riformulazione del principio di colpa grave, che attualmente disincentiva funzionari e dirigenti pubblici dal prendersi anche ogni minima responsabilità. La pubblica amministrazione necessita di fiducia da parte delle istituzioni e non di paletti se le si vuole consentire di collaborare con i cittadini per dare impulso economico al Paese. Il terzo passaggio è la digitalizzazione delle procedure e l'uso dell'intelligenza artificiale nelle scelte, che vanno ancorate a criteri matematici, quasi algoritmici, con l'elemento umano che interviene in fase di approvazione e controllo. Si eliminano così perdite di tempo, possibilità di corruzione e quel manto opaco che sempre avvolge tutto ciò che è pubblico in questo Paese. Per ribaltare l'Italia va ribaltato il paradigma: prima le idee e le soluzioni, poi i problemi, se si presentano.