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08/11/2018

Precari storici della sanità beffati dal nuovo bando, restano fuori

Quotidiano del Molise

I lavoratori: «Non è stata considerata la nostra esperienza nel pubblico e l'avviso è stato aperto a tutti»
Sosto: «Le perplessità andavano evidenziate prima, non a propcedura conclusa»
Un bando che ha lasciato l'amaro in bocca ai precari dell'Asrem. Esclusi dopo anni di lavoro presso l'azienda pubblica perché l'avviso - a loro dire - ha discriminato le professionalità che da sempre hanno prestato servizio per l'azienda sanitaria regionale. Si tratta di quel personale specializzato che lavora dal 2011 con contratti a tempo determinato. E che è sempre risultato vincitore di bandi perché in possesso di un punteggio maggiore, avendo già lavorato nella struttura. Ma i lavoratori sono sempre rimasti in una situazione di precariato, non essendo stati stabilizzati. Dopo numerosi tavoli tecnici con la vecchia struttura commissariale, con i vertici dell'Asrem e con i sindacati, ai precari è sempre stato promesso che nel bando si sarebbe tenuto conto dei 3 anni di esperienza in Asrem ed è sempre stato garantito il rispetto della legge Madia sulla stabilizzazione dei precari. E' successo, però, - ci spiegano i precari - che l'ultimo bando pubblicato è stato aperto a tutti. Senza alcuna distinzione tra chi ha prestato servizio nel pubblico e chi ha lavorato negli ambiti territoriali sociali o nelle cooperative convenzionate. E' stato assegnato un punteggio alto a chi aveva un contratto a tempo indeterminato, a prescindere da dove veniva svolto, e uno molto basso a chi aveva co.co.co e tempo determinato. Pertanto i precari dell'Asrem si sono ritrovati agli ultimi posti della graduatoria e sono rimasti fuori. Dall'Asrem ci hanno fatto sapere di aver rispettato alla lettera l'attuale normativa. E sul punto abbiamo chiesto lumi anche al direttore generale Gennaro Sosto. «E' un'attività che hanno svolto gli uffici e non conosco le criticità che manifestano i lavoratori. Però mi sarei aspettato - ha dichiarato il dg dell'Asrem - che le criticità venissero manifestate prima della conclusione delle attività, ossia quando è uscito il bando e non dopo essersi resi conto di non essere risultati vincitori. Non conosco nel merito la vicenda - ha proseguito Sosto - perché i bandi li preparano i dirigenti. Però ho riferito ai ragazzi, che ho incontrato martedì nei corridoi, che avrebbero dovuto manifestare a monte le perplessità. In modo tale che l'azienda stessa avrebbe avuto la possibilità di verificare e valutare se qualcosa non fosse stata tenuta in considerazione. Partendo dal principio che non è possibile agevolare qualcuno a discapito di qualcun altro e che bisogna sempre favorire la massima partecipazione di tutti. Ripeto - ha concluso Sosto - bisognava dirlo prima della partita.» dim

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