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08/05/2021

Precari e mal pagati: educatori in protesta

QN - Il Resto del Carlino

In un periodo di precarietà a livello sociale ed economico anche le educatrici e gli educatori delle scuole di Cattolica, San Giovanni in Marignano, Riccione e Misano Adriatico ora fanno sentire la propria voce e si uniscono per dire: «Basta appalti al ribasso», chiedendo l'introduzione dell'educatore di plesso e il pieno riconoscimento della loro figura professionale. Le educatrici e gli educatori che lavorano nelle scuole di Cattolica, San Giovanni, Riccione e Misano Adriatico nei servizi di inclusione di alunni con disabilità, organizzati con ADL Cobas, si ritroveranno per una manifestazione in piazza Roosevelt a Cattolica domani, alle 16 «per denunciare gli effetti degli appalti a ribasso dei servizi educativi scolastici _ dicono _ nei Comuni di Rimini Sud, che stanno producendo una sempre più insostenibile precarietà lavorativa e reddituale». Alla manifestazione sono invitate famiglie e cittadini, educatrici ed educatori di tutti i Comuni della provincia di Rimini. «Vogliamo rivendicare diritti e dignità per il lavoro educativo _ confermano gli organizzatori dell'evento _ perché significa chiedere servizi di qualità e omogenei in tutto il territorio provinciale. Non possiamo infatti più accettare una logica di risparmio sui servizi pubblici essenziali rivolti alle persone fragili. Le educatrici e gli educatori si trovano inseriti in un mondo di estrema precarieta`, a causa degli effetti dell'esternalizzazione dei servizi affidati alle cooperative che si aggiudicano le gare d'appalto. Gare che portano ad un continuo ribasso dell'offerta economica e sempre di piu` le lavoratrici e i lavoratori del sociale molto spesso si ritrovano con livelli d'inquadramento inferiori rispetto a quelli a cui hanno diritto, scatti di anzianita` non riconosciuti e la necessita` di avere piu` contratti part-time con diverse cooperative per raggiungere un reddito sufficiente per vivere». Una situazione complessa: «Il meccanismo degli appalti al ribasso ha prodotto in questi anni anche una sorta di lavoro a cottimo _ proseguono gli organizzatori _ perchè le educatrici perdono ore di lavoro e non vengono retribuite in caso di assenza dello studente con disabilità, nei periodi di chiusura della scuola....». Da qui alcune richieste: l'introduzione della formula organizzativa dell'educatore di plesso e il pieno riconoscimento della figura professionale come definito dalla legge n. 2052017 per il giusto livello d'inquadramento contrattuale e la pianificazione annuale di ore di formazione retribuita e di qualità. Per chi volesse seguire l'evento on-line: https://www.facebook.com/events/248528637059036