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08/05/2021

Poteri straordinari e deroghe Terremoto, ricostruzione 2.0

Avvenire - ALESSIA GUERRIERI

LE NOVITÀ Da Amatrice alla basilica di San Benedetto a Norcia, territori e luoghi simbolo del sisma beneficeranno di procedure più rapide. Il commissario Legnini: ma non è il modello usato per il Morandi
Roma O ra si avranno «poteri straordinari» per affrontare l'altrettanta straordinarietà della ricostruzione del Centro Italia. Ordinanze speciali - sette già firmate, una ulteriore in arrivo nei prossimi giorni su San Ginesio, in provincia di Macerata, e una ventina nelle prossime settimane - con cui sarà possibile accelerare la rinascita dei centri storici maggiormente colpiti dal sisma del 2016, «dimezzando» in molti casi i tempi della burocrazia e della ricostruzione. Amatrice, Camerino, la basilica di San Benedetto a Norcia, undici scuole ad Ascoli Piceno, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica a Valfornace e Teramo. Saranno questi i primi territori che beneficeranno appunto delle novità introdotte dalle ordinanze in deroga del commissario Giovanni Legnini, con cui si «danno poteri aggiuntivi e risorse ai soggetti attuatori» per 280 milioni, di cui 100 aggiuntivi allo stanziamento già previsto. Con questo pacchetto di interventi, a cui si aggiungeranno a breve analoghe ordinanze per i centri storici di Accumoli, Arquata del Tronto, Campotosto, Norcia, Pieve Torina si abbatteranno «drasticamente i tempi della ricostruzione, mediamente li dimezzeranno». Ora sarebbe importante, è l'appello del commissario Legnini, «avere qualcuno che ci donasse i progetti», che sono quelli che richiedono maggior tempo di lavorazione. Un modello di ricostruzione che non è quello «in deroga al 100% come nel caso del Ponte Morandi a Genova, ma un sistema di deroga temperata», spiega il commissario Legnini, che consente alcune specifiche "dispense" al Codice degli appalti e al procedimento di approvazione dei progetti, concedendo un supporto tecnico a sostegno dei soggetti attuatori, la nomina dei subcommissari e gli stanziamenti necessari. Ma anche importanti novità sul fronte dei beni culturali - nel Centro Italia, tanto per dare un ordine di grandezza, sono da recuperare circa 3mila chiese, 7mila opere pubbliche e circa 60mila edifici privati - grazie all'ordinanza 116, che permette di riconoscere l'importanza paesaggistica e di architettura storica dei borghi dell'Appennino. In questo modo si potrà accedere ad un aumento del contributo di ricostruzione fino al 100% per gli immobili dichiarati di interesse culturale, fino al 70% per quelli tutelati per legge e per quelli ricompresi nei centri e nuclei storici sottoposti a vincolo paesaggistico specifico, e fino al 50% per gli immobili nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico. Una delle ordinanze in deroga firmate, ad esempio, permetterà di avviare procedimenti speciali per «un luogo simbolo come la basilica di Norcia», osserva Legnini, mettendo insieme i tre soggetti diversi che dovranno cooperare - la Soprintendenza, la struttura commissariale, l'Eni - visto che l'opera viene finanziata con 6 milioni di Fondi Ue (Por Fesr 2014-2020), 4 milioni del Fondo per la ricostruzione aree terremotate e 5 milioni donati dall'Eni. Insomma, la ricostruzione vera sembra ormai a portata di mano. Vista anche l'accelerazione che le ordinanze di semplificazione messe a punto all'inizio dell'estate scorsa hanno impresso alla ricostruzione privata. Nei primi 4 mesi del 2021, infatti, sono state approvate 2.600 richieste di contributo, quasi quanto quelle accordate in tutto il 2020 che erano state 2.700. Nel complesso, a fronte di 20.300 domande presentate (circa un terzo di quelle realisticamente attese) quelle accolte sono 9.546. Inoltre, in 4.651 cantieri i lavori di ricostruzione o riparazione sono già conclusi con la consegna degli edifici ai proprietari. E altrettanti cantieri sono in lavorazione in tutti i Comuni delle quattro Regioni colpite dal terremoto del 24 agosto e 30 ottobre 2016. Sul fronte della ricostruzione pubblica, invece, entro l'anno dovrebbero partire 624 cantieri, in aggiunta a quelli inclusi nelle ordinanze in deroga. «Così - è il pronostico del vicesindaco di Amatrice, Massimo Bufacchi - possiamo finalmente mettere il turbo». Centro Italia, i numeri della rinascita nel "cratere" 9.546 Le domande di ricostruzione già approvate su 23mila pratiche presentate, un terzo dell'atteso 4.651 I cantieri già conclusi a cui si aggiungono altrettanti ancora in corso nei Comuni colpiti dal sisma 624 i cantieri della ricostruzione pubblica aperti entro l'anno, in aggiunta a quelli delle ordinanze in deroga

Foto: Il centro storico di Amatrice oggi, visto dall'alto grazie a un drone