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04/08/2020

Post su Facebook contro Giulia Bodo In tre a processo per diffamazione

La Stampa - A. ZA.

caso "diciotti"
La Procura ha emesso un decreto di citazione a giudizio nei confronti di tre persone che dovranno comparire davanti al giudice in Tribunale a Vercelli per rispondere di diffamazione. Il loro bersaglio secondo le accuse è stata Giulia Bodo, offesa on line quando l'attivista vercellese poco più di un anno fa aveva annunciato di intraprendere uno sciopero della fame per protestare su quanto stava avvenendo sulla nave «Diciotti». La notizia era stata riportata da diversi siti di informazione e su Facebook. Si era scatenata una tempesta di commenti, alcuni decisamente sopra le righe, tanto da convincere Giulia Bodo (ai tempi consigliere nel direttivo del comitato Arcigay Rainbow Vercelli-Valsesia e responsabile del progetto AfricArcigay e volontaria nei centri di accoglienza di Prarolo e Caresana) a presentare una denuncia in Procura assistita dall'avvocato Marco Faccioli. Concluse le indagini preliminari il pm ha emesso il decreto di citazione a giudizio nei confronti di tre imputati. Sono due uomini e una donna, tra i 37 e i 55 anni, residenti in provincia di Vercelli e di Caserta, autori di commenti sul gruppo Facebook Identità Vercellese. Dovranno comparire davanti al giudice il 9 febbraio e dare conto dei post diventati oggetto di indagine. Frasi del tipo: «No. La dobbiamo chiudere con loro. Nei centri di accoglienza con i negracci. A da scì com a piccola vendetta lombarda. Sta c...», pubblicato da Salvatore Auriemma. Paola Bremide invece ha postato «È la nuova moda per fare la cura dimagrante. Impiccati c....». Alberto Panetteri dovrà giustificare le frase «Con tutto quello che si sono mangiati in famiglia a Vercelli dovrebbe andare avanti per 20 anni.Poi questa senza migranti non c'ha lavoro. Mediatrice culturale...gli appalti rendevano meglio...ma è arrivato Di Pietro.Vediamo se al carcere ci mandano pure la figlia». -