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02/03/2019

Portinerie comunali contese Battaglia al Consiglio di Stato

Il Piccolo di Trieste - Massimo Greco

Sorveglianza Diurna e Notturna non molla e contesta il primo grado di giudizio Nel mirino il bando per il presidio e il ricevimento del pubblico in cinque sedi DOPO LA SENTENZA DEL TAR A FAVORE DEL MUNICIPIO
Massimo GrecoPortinerie comunali bollenti. Non è bastato che il Tar Fvg desse ragione al Municipio sulla gara per l'affidamento del presidio e ricevimento del pubblico in cinque sedi dell'ente. Lo sfidante, Sorveglianza Diurna e Notturna-Gsa, ha deciso di percorrere la strada della contestazione fino in fondo e di appellarsi al Consiglio di Stato. Dal canto suo il Comune tiene il punto e si costituisce in giudizio, rinforzando la civica avvocatura con il patrocinio del legale romano Aldo Fontanelli. La storia sta andando avanti dalla scorsa estate, quando l'amministrazione aveva bandito una gara da 835 mila euro su tre anni, con il compito di scremare la proposta che avrebbe gestito le portinerie in piazza Unità, in via Genova, in largo dei Granatieri, in Passo Costanzi, in via Mazzini (servizi sociali). Insomma, le sedi istituzionali più centrali e più importanti, dove si concentra la gran parte della struttura amministrativa comunale. Il servizio assorbe una decina di addetti ed è considerato con attenzione dalla dirigenza dell'ente, poiché funge da filtro e da informale infopoint. Gestore uscente IdealService coop. Chi avesse vinto - da qui la valenza sociale dell'operazione - avrebbe dovuto prendere il personale impiegato e pagarlo alle stesse condizioni (circa 1.200 euro lordi al mese). Ma la procedura di gara, seguita dall'allora direttore d'area Walter Cossutta, venne fermata perché Sorveglianza impugnò il bando, chiedendone l'annullamento. La ricorrente asseriva (e asserisce) che il Municipio avrebbe dovuto aderire alla "Convenzione accordo quadro del servizio centrale unica di committenza" della Regione Fvg lotto 1°. Il Comune avrebbe dovuto aderire perché l'appalto, aggiudicato nel dicembre 2016, copriva i servizi integrati di vigilanza armata, portierato, ecc. per tutte le amministrazioni locali del Friuli Venezia Giulia. Quindi - a giudizio di Sorveglianza - la gara bandita dal Comune non aveva senso. Diversamente l'ha pensata il Tar in prima istanza, in quanto la sentenza, depositata il 21 dicembre 2018, respingeva la richiesta di Sorveglianza e dava ragione al Comune. I motivi dell'appello al Consiglio di Stato, secondo quanto riporta la delibera giuntale di costituzione in giudizio, ribadiscono nella contestazione della sentenza i temi del ricorso al Tar: il Comune, con un appalto autonomo, non avrebbe tenuto in considerazione la Convenzione regionale. Inoltre il Tar non avrebbe dato corretta interpretazione alla cosiddetta "clausola sociale", che prevede il riconoscimento dell'inquadramento acquisito dal lavoratore e il livello minimo di retribuzione. Non basta: lo stesso Tar non avrebbe dato giusto peso all'illegittimità delle proroghe tecniche disposte per garantire la continuità del servizio. Infine il Tribunale amministrativo avrebbe errato nella valutazione dell'asserita anti-economicità della gara. La delibera, assai sinteticamente, ritiene invece che la sentenza del Tar sia «perfettamente legittima» e chiede a palazzo Spada la conferma della sentenza. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI