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03/03/2020

Portierato, in cento col fiato sospeso

Il Messaggero

I lavoratori del Santa Maria e dell'Usl 2 temono una riorganizzazione del lavoro
SANITÀ
Accoglienza, portierato e guardiania, sale la preoccupazione tra i lavoratori impegnati in questi servizi, tra il Santa Maria di Terni e gli uffici e gli ospedali dell'Usl Umbria 2. In cento sono con il fiato sospeso, dopo il cambio d'appalto. Un quadro di incertezza che si rende ancora più complicato dal momento che in ballo c'è pure un ricorso al Tar dell'Umbria, presentato dalle società (le cooperative sociali Cmsu e Alis) che hanno perso la gara pubblica, indetta dalla Regione dell'Umbria tramite la partecipata Umbria Salute e Servizi. Una partita da dieci milioni di euro, cifra che riguarda i servizi di accoglienza, portierato e guardiania che si svolgono tra il Santa Maria di Terni e l'Usl Umbria 2. A sollevare il caso, il consigliere comunale di Terni di Uniti per Terni, Valdimiro Orsini, che ha presentato un atto di indirizzo per chiedere al sindaco Leonardo Latini di intervenire «affinché venga rispettata pienamente la legislazione in materia di appalti e le relative clausole sociali di salvaguardia che prevedono la tutela del personale in forza nell'appalto di riferimento».
Il nodo, infatti, riguarda il rispetto della clausola sociale, applicata a garanzia dei lavoratori quando si concretizza un cambio di gestore per il servizio reso. I lavoratori che fino ad oggi sono stati impegnati con la Cmsu o con l'Alis, temono di subire dei tagli nelle ore di lavoro. Pur nel rispetto della clausola sociale, che sarà garantita dalla società che ha vinto la gara, i dipendenti hanno paura che verrà loro proposta una rimodulazione dell'organizzazione del lavoro, con conseguenze negative sulla busta paga. Preoccupazione di cui si è fatto portavoce il consigliere Orsini, che con l'atto di indirizzo presentato intende «sollecitare le Aziende Sanitarie e Umbria Salute affinché nel sistema degli appalti non venga depauperato il nostro territorio di esperienze professionali consolidate e produttive in modo da promuovere e tutelare, anche economicamente, la forza lavoro già impegnata».
Altro scoglio, tutto ancora da decifrare, riguarda il ricorso al Tar dell'Umbria presentato dalle società che hanno perso la gara. Da quello che Il Messaggero ha potuto ricostruire, lo scontro in corso si gioca sulla diversa presentazione dell'offerta rispetto ai tre lotti, due dei quali riguardano direttamente il territorio ternano (ospedale santa Maria e Usl), mentre il terzo riguarda l'Usl 1. La parola ora passa al sindaco Latini che potrà chiedere chiarimenti a tutela dei posti di lavoro.
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