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09/02/2021

Pontremolese, il raddoppio resta un miraggio

QN - La Nazione

di Natalino Benacci LUNIGIANA Mancano soldi e progettazione per il raddoppio della Ferrovia Pontremolese nel tratto Berceto-Pontremoli-Chiesaccia. Quest'opera, che comprende anche la galleria di valico, è prevista solo sulla carta ma non risulta finanziata. Lo ha sottolineato nell'audizione alla Commissione Trasporti della Camera l'ingegner Mariano Cocchetti, referente di progetto per il completamento del raddoppio della Pontremolese, del Terzo valico dei Giovi e del Nodo di Genova. Nel suo intervento il tecnico ha spiegato le fasi del raddoppio e lo stato di attuazione dell'opera che, nonostante sia stata inserita nello schema di decreto del presidente del Consiglio dei Ministri per gli interventi infrastrutturali, si annuncia dai tempi ancora molto lunghi. «L'asse pontremolese si configura come alternativo per le merci al corridoio Scandinavia-Mediterraneo ( La Spezia - Pisa - Firenze - Bologna - Verona) e dorsale per il collegamento passeggeri tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna - ha spiegato il neo Commissario - . Dagli anni Duemila la linea è stata interessata da diversi interventi finalizzati a sviluppare le potenzialità della linea dal punto di vista ferroviario sia per le merci che per i viaggiatori. L'intervento venne inserito nelle opere strategiche ex legge 443/2001 (legge Obiettivo). Il completamento del raddoppio è suddiviso in due distinte fasi progettuali e realizzative: la prima fase riguarda la tratta Parma -Vicofertile, la seconda la tratta Vicofertile-Fornovo con la Berceto- Chiesaccia. Il collegamento si inserisce in uno dei corridoi europei e consente il collegamento della Milano-Roma con una duplice funzione sia per il trasporto delle merci sia per i passeggeri» Quali sono i costi? «Il completamento del raddoppio prevede per la prima fase la spesa di 247 milioni di euro - ha proseguito l'ingegner Cocchetti - e il progetto è già definitivo, ma andrà aggiornato già dal secondo semestre di quest'anno». Il decreto Rilancio dello scorso anno ha già destinato 170 milioni di euro per questa tratta rendendo le risorse disponibili già a partire dal 2020 (5 milioni) e programmandone l'erogazione certa fino al 2032: 16 milioni all'anno dal 2021 al 2025, 14 milioni nel 2026, 20 milioni nel 2027, 17 milioni nel 2028, 14 milioni nel 2029,10 milioni nel 2030, 7 milioni nel 2031 e 3 milioni nel 2032. «II raddoppio della seconda fase - ha aggiunto il Commissario - ha un costo di 2 miliardi e 57 milioni, ma esiste solo uno studio preliminare». L'ingegner Cocchetti ha descritto, a grandi linee, anche gli interventi delle due fasi. Per La Parma- Vicofertile ( 7 km) i lavori realizzeranno il raddoppio in affiancamento al tracciato già esistente. Con questo obiettivo si otterranno una maggiore regolarità della circolazione e un aumento delle prestazioni della linea eliminando anche le interferenze in stazione a Parma con i treni della Milano-Bologna. Mentre per quanto riguarda la Vicofertile-Collecchio-Osteriazza (18 km) il raddoppio è previsto parte in affiancamento e parte in variante. La tratta Berceto-Pontremoli - Chiesaccia è caratterizzata dalla una serie di gallerie di cui quella di valico da 20 km, da costruire ex novo. L'opera consentirà di abbattere la criticità dell'attuale dislivello del 25 per mille sul vecchio percorso tra Borgotaro e Pontremoli. Sempre su questa tratta sono previste dai preliminari altre sei gallerie più corte e numerosi viadotti. «I benefici che arriveranno da questo complesso intervento consistono essenzialmente in una sensibile incremento di capacità della linea a supporto della portualità dell'Alto Tirreno e dei collegamenti inter-regionali, maggiore fluidità della circolazione e regolarità dell'esercizio, compreso un deciso up-grading infrastrutturale per l'esistente linea di valico». La progettazione preliminare era stata approvata dal Cipe nel 2009, ma ora RFI dovrà almeno avviare la progettazione definitiva sino ad oggi mai sviluppata. «L'avvio può essere ipotizzato, compatibilmente con gli imput finanziari necessari, entro il corrente anno», ha concluso il Commissario che si appresta ad entrare in azione con il potere di operare in deroga al codice degli appalti per rendere più veloci le procedure. Ma per ora potrà spendere solo parole. © RIPRODUZIONE RISERVATA