scarica l'app
MENU
Chiudi
17/03/2020

Pontili squarciati la Corte dei Conti indaga Autority e Capitaneria

La Repubblica - Giuseppe Filetto

L'appalto "sospetto" per il restauro delle banchine nel 2011 era stato affidato a CoopSette finita in liquidazione Chiamati in causa anche gli enti: Stazioni Marittime Corpo Piloti del Porto e Ministero delle Infrastrutture I magistrati contabili contestano un danno erariale di 5 milioni di euro
Se l'inchiesta penale sui moli squarciati nel porto di Genova ha avuto una fine infelice, archiviata perché i reati sono finiti in prescrizione, adesso quella della Corte dei Conti (ha tempi di prescrizione più lunghi) potrebbe avere risvolti ben diversi. Secondo quanto trapela, i magistrati contabili hanno preso di mira l'Autorità di Sistema (ex Autorità Portuale), la Capitaneria di Porto, Stazioni Marittime e il Corpo dei Piloti. Sui pontili vi è un complesso intreccio di competenze, sicché le società e gli enti pubblici sono chiamati in causa per un danno erariale calcolato sui 5 milioni di euro: per quell'appalto del 2011 da 12 milioni di euro affidato da Palazzo San Giorgio a CoopSette che in seguito aveva ristrutturato una parte di pontili dello scalo marittimo genovese.
Opere però che iniziarono a collassare già nel 2012 con Calata Zingari, poi nell'agosto del 2017 con Ponte Andrea Doria ed a seguire, nel giro di poche settimane, Ponte dei Mille, Ponte Colombo e Ponte Assereto.
La Corte dei Conti aveva aperto il fascicolo già nell'agosto del 2018, quando il pm Walter Cotugno della Procura presso il Tribunale decise l'archiviazione dell'inchiesta penale: trascorsi sei anni dalla commissione degli eventuali reati di turbativa d'asta, falso e abuso d'ufficio rilevati dai finanzieri del Reparto Operativo Aero-Navale della Guardia di Finanza. Il magistrato, però, in quella stessa stagione trasmise gli atti ai magistrati contabili.
Il fascicolo oggi in mano al pm Marco Ferraro della Procura presso la Corte dei Conti a quanto pare si è arricchito di nuovi particolari, forniti dalle indagini suppletive affidate sempre alla Gfd, ma ai militari del Nucleo di Polizia Tributaria che hanno più competenza sui reati economici e tributari.
Gli uomini del colonnello Maurizio Cintura hanno iniziato a scavare su quella gara bandita per 12 milioni di euro, assegnata però per 7 milioni alla cooperativa rossa reggiana (fallita e messa in liquidazione) con un ribasso del 48%. Ma successivamente era stata approvata una variante costata altri 12 milioni. Totale 19 milioni. L'appalto sospetto, comunque, prevedeva il prolungamento di Ponte dei Mille, la ristrutturazione di Ponte Andrea Doria e gli adeguamenti dei ponti Colombo e Assereto. In modo che potessero reggere gli urti e le erosioni da parte delle moderne navi-crociera. "Vi sono aspetti disdicevoli che riguardano il contratto", si limita a dire una qualificata fonte.
L'Autorità Portuale all'epoca era presieduta da Luigi Merlo e il progetto, firmato dall'ingegnere Bruno Ballerini, prevedeva che le banchine fossero poggiate su "palafitte", per resistere ai vortici delle eliche, e protette da "massi guardiani". In corso d'opera, però, l'ufficio tecnico di Autorità Portuale, diretto dall'ingegnere Andrea Pieracci, approvò la variante. Interrogato, l'ex direttore avrebbe dichiarato "di non avere mai avuto rapporti con CoopSette", ma gli accertamenti investigativi direbbero il contrario. In ogni modo, l'ammiraglio Ferdinando Lolli, ai tempi comandante della Capitaneria di Porto, aveva suggerito la modifica del progetto: non più palificazioni, ma cassoni di cemento affondati, riempiti di materiale proveniente dai dragaggi. Il collaudo fu firmato dagli ingegneri del Provveditorato alle Opere Pubbliche (organo tecnico e territoriale del Ministero delle Infrastrutture). Il parere positivo venne dato anche dal Corpo dei Piloti del Porto, comandato da Giovanni Lettich.
Tutto raccontato dal carteggio "sequestrato" dal Roan a Palazzo San Giorgio ed a Ponte dei Mille, sede di Stazioni Marittime (società partecipata dall'Autorità Portuale) che gestisce le banchine passeggeri.
Il dissesto dei pontili inizia nel 2012, il 15 ottobre, quando affondano 50 metri di banchina a Calata Zingari. Il 30 agosto 2017 collassa Ponte Andrea Doria. Le perizie tecniche attribuiscono il danno allo "sgrottamento" da parte delle eliche delle grandi navi. Un mese dopo compare una fessura sulla testata di Ponte dei Mille: il quel momento di modeste dimensioni, ma che preoccupa. Tanto che per quegli allarmi l'Autorità Portuale e la Capitaneria di Porto dispongono uno screening su tutti i moli e le "radiografie" riscontrano erosioni alla base delle "scasse" (i cassoni di cemento armato su cui poggiano le banchine) a Ponte Colombo ed a Ponte Assereto, i due moli situati ad Ovest del "Doria".

Foto: L'inchiesta


Foto: kPonte Andrea Doria. Il 30 agosto del 2017 di colpo collassa il molo di Ponte Doria


Foto: kCalata Zingari. Il 15 ottobre del 2012 sprofondano 50 metri di banchina tra Ponte dei Mille e Ponte Doria


Foto: kPonte dei Mille. Un mese dopo, anche sulla testata di Ponte dei Mille si apre una preoccupante fessura


Foto: kPonte Andrea Doria. Il molo collassato e inagibile ai traghetti