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30/06/2019

Ponti pavesi al collasso arrivano 10 milioni per evitare di chiuderli

La Provincia Pavese - Stefania Prato

Pronto il bando per appaltare i lavori, a settembre l'apertura dei primi cantieri A Pieve l'obiettivo è riaprire il traffico ai camion, alla Becca consolidare l'impalcato
PAVIA. Lavori per oltre 10 milioni di euro per mettere evitare il collasso dei ponti della provincia di Pavia: a Pieve Porto Morone, alla Becca e alla Gerola. La settimana prossima partiranno le gare d'appalto e a settembre apriranno i cantieri. Interventi necessari per evitare il collasso di infrastrutture seriamente malate e per escludere l'isolamento totale della provincia di Pavia dal resto della Lombardia e quindi dalle direttrici stradali verso l'Europa. snodi strategiciSui ponti malati devono passare i pendolari e le merci dirette all'interno e all'esterno della provincia. Ma le precarie condizioni delle strutture della Becca e di Pieve Porto Morone hanno obbligato Piazza Italia a vietare il passaggio dei mezzi pesanti. Con gravi conseguenze sullo sviluppo economico e sul traffico. Non si contano gli appelli arrivati negli anni dalle associazioni produttive e dai sindaci per chiedere di mettere in sicurezza le infrastrutture e per realizzare un nuovo ponte della Becca. Se per la nuova infrastruttura che collega il Pavese all'Oltrepo sono stati stanziati finora solo le risorse per lo studio di fattibilità, circa 800mila euro messi a disposizione dalla Regione, ci sono invece i soldi per la messa in sicurezza dei ponti esistenti. Dallo Stato sono arrivati 9 milioni e 900mila euro, stanziati nel 2017 dall'allora governo Gentiloni, all'interno di un pacchetto di 30milioni per i ponti sul Po. Altro denaro è stato messo a disposizione dalla stessa Provincia. i progettiI piani esecutivi hanno ottenuto il via libera del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e il presidente della Provincia Vittorio Poma venerdì ha firmato il decreto di approvazione delle progettazioni. Nella stessa giornata l'Ufficio tecnico ha predisposto la determina per la gara d'appalto, domani potrebbe già esserci la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e venerdì prossimo l'avvio della gara. La scadenza delle offerte è prevista per il primo agosto per la Becca e per l'8 agosto per Pieve ed entro settembre potranno partire i lavori.qui pieveL'intervento più significativo, per consentire la riapertura ai mezzi pesanti, è su Pieve che aveva ottenuto 5 milioni e 600mila euro dal Mit e su cui Piazza Italia aveva dirottato altri 950mila euro. È un malato terminale questo ponte realizzato nel 1961 e lungo 1 chilometro e 200 metri. Così fortemente compromesso da imporre per i camion il limite di portata di 35 quintali, dopo che erano state riscontrate importanti e pericolose fessurazioni nella parte sottostante. Con la conseguenza che i mezzi pesanti sono costretti a deviare sul ponte di Spessa, peggiorandone le condizioni già precarie. Piazza Italia aveva redatto uno studio che segnava in rosso le infrastrutture sulle quali intervenire. E il ponte di Pieve era tra queste. L'ultima perizia risale allo scorso luglio e mostra come il calcestruzzo sia ormai logoro, i giunti inesistenti, le armature in ferro delle travi siano in alcuni punti corrose e in altri pericolosamente scoperte per diverse decine di metri. Il progetto è stato redatto da Roberto Boller, di Trento, e Stefano Rossi, di Piacenza, i lavori avranno la durata di circa un anno e riguarderanno la parte superiore del ponte e quella sottostante. Si prevedono due turni giornalieri di lavoro e il senso unico alternato solo per determinati interventi. Verrà eseguito un consolidamento strutturale, il ripristino dei giunti, il rinforzo delle selle gerber, la rimozione e il rifacimento della pavimentazione, l'impermeabilizzazione, un nuovo sistema di raccolta e smaltimento delle acque, l'adeguamento dei marciapiedi. Previsti poi, si legge nella relazione tecnica, l'adeguamento strutturale della soletta, il rifacimento dell'armatura, la messa a norma dei parapetti.qui beccaPer la Becca, costruito nel 1912 e lungo circa 1 chilometro, il ministero ha erogato 1,5 milioni. Il progetto è stato realizzato dallo studio Calvi e prevede la sostituzione di calastrelli, cioè le sbarre di ferro che sono migliaia e sono fondamentali per la tenuta complessiva dell'impalcato. Poi si lavorerà sui due ingressi per migliorarne il decoro e si provvederà alla sabbiatura e alla verniciatura delle parti in metallo, all'analisi dello stato degli appoggi e alla sostituzione di quelli ammalorati. --Stefania Prato