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05/05/2020

PONTEDERA L’analisi delle impronte digitali ha con…

QN - La Nazione

PONTEDERA L'analisi delle impronte digitali ha confermato i sospetti: due senegalesi non erano chi dicevano di essere. Ma volevamo mascherare il proprio stato di clandestinità. Le verifiche degli agenti del Commissariato di polizia di Pontedera sono scattate quando tra i lavoratori in via di assunzione da parte di Geofor per la raccolta dei rifiuti - «tutti provenienti da cooperative che già svolgevano la stessa attività in appalto», fanno sapere dal Commissariato - erano emersi sospetti su due di essi per le generalità che avevano fornito. Se l'avessero fatta franca si sarebbero garantiti il posto fisso. Le indagini, si apprende, hanno portato così all'individuazione di due cittadini senegalesi che vivevano e lavoravano sotto falso nome, utilizzando le identità di due connazionali realmente esistenti, compresi i veri documenti di questi ultimi. Si tratta di un 36enne (D.M., le sue iniziali), risultato non regolare sul territorio nazionale con documenti di un connazionale regolarmente residente a Pontedera; e di un 30enne (T.C., le iniziali), anch'esso irregolare in Italia, con documenti di un altro senegalese regolare ma a quanto pare rientrato nel Paese d'origine. Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica per i reati di sostituzione di persona e false dichiarazioni a pubblico ufficiale sulla propria identità. Nei loro confronti sono state avviate anche le procedure di espulsione coattiva dal territorio nazionale. Sono invece ancora in corso approfondimenti sulla posizione dei due connazionali che averebbero, per così dire, «prestato» generalità e documenti, per delineare con precisione il loro ruolo nella vicenda. L'indagine tempestiva e capillare degli agenti del Commissariato di piazza Trieste è arrivata perfettamente in tempo, concludendosi il 30 aprile: quel giorno i due lavoratori denunciati all'esito degli accertamenti, insieme a molti altri dipendenti, stavano portando a termine l'ultimo giorno di lavoro alle dipendenze della cooperativa di appartenenza. Infatti, dal primo maggio sarebbero stati internalizzati direttamente dalla Geofor, con un contratto a tempo indeterminato, sottraendo due posti di lavoro ad altrettanti colleghi che, nonostante tutte le carte a posto, sarebbero rimasti esclusi dalla procedura di stabilizzazione. Invece del posto fisso per loro è arrivata... la denuncia. Intanto Geofor annuncia battaglia. «La società ha preso, come previsto dalla normativa e in accordo con le sigle sindacali, l'elenco stabilito degli aventi diritto all'assunzione - fanno sapere dalla nota Spa che si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani dell'intera area pisana -. Ovvero i già dipendenti della cooperativa per la quale prestavano servizio (l'attività di raccolta nei comuni di Pontedera, Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Castelfranco di Sotto, Crespina Lorenzana, Fauglia, Montopoli Val d'Arno, Palaia, Ponsacco, Pontedera, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte, ndr). In presenza di un illecito, l'azienda agirà sotto tutti gli aspetti, compreso la costituzione di parte civile per i danni derivanti dalla questione». Una doccia fredda dopo la bella notizia della seconda tranche di assunzioni. Una mossa importante con la quale Geofor ha concluso il suo processo di internalizzazione, mettendo fine al «tradizionale» sistema degli appalti e cambiando la vita a 158 persone: per 156 di queste, appunto, il primo maggio il sogno è diventato realtà. Con i nuovi ingressi, i dipendenti Geofor sarebbero diventati 606 (al netto delle denunce ora 604), attestando la società con sede a Pontedera sul podio come il terzo operatore toscano e tra i maggiori quindici gestori italiani del ciclo dei rifiuti urbani. Carlo Baroni Elisa Capobianco © RIPRODUZIONE RISERVATA